La transumanza è patrimonio Unesco

«Un plauso al parternariato che, con estremo impegno, ha portato avanti la proposta di candidatura Unesco della Transumanza e Pastoralità» così Mario Serpillo, presidente nazionale UCI, sul prestigioso traguardo appena raggiunto: «L’Unione Coltivatori Italiani ha creduto fermamente e fin da subito in questo progetto, partecipando attivamente alla cerimonia di promozione della candidatura sui Tavoli del Mipaaf. C’è ancora molto da fare: stiamo infatti lavorando alacremente perché abbiamo la convinzione che la Transumanza sia di grande potenziamento al programma “Terre rurali d’Europa” all’interno del quale possono riprendere quota e importanza strategica lo sviluppo del mondo rurale correlato alle attività di allevamento, l’agricoltura, il turismo rurale e la valorizzazione dei borghi e delle comunità che sono protagoniste assolute di questo importante punto di arrivo».

«Un encomio alla famiglia Colantuono» spiega Serpillo «che, coadiuvata da Nicola Di Niro, e motivata da un grande rispetto per la storia e la tradizione, ha portato al successo questo importante progetto con grandi sacrifici, grande impegno e professionalità. Siamo certi che le istitutuzioni locali che hanno partecipato e le istituzioni “forti” parteciperanno attivamente, e in modo virtuoso, al rilancio di queste attività, sia mantenendo gli impegni programmatici, sia nel destinare risorse adeguate per riprendere il cammino faticoso del rilancio dell’agricoltura, delle grandi tradizioni e del Made in Italy per valorizzare tutto il settore dell’agroalimentare del nostro Paese. UCI ci ha creduto. E continuerà a lavorare affinché si riportino alla luce il profilo e i tratti caratteristici della nostra grande civiltà del mondo rurale».

«Dopo circa venti anni di duro lavoro,» spiega Carmelina Colantuono, «ma anche di critiche, non condivisioni, fallimenti, lotte ma anche di grandi coinvolgimenti di persone comuni e amiche, media nazionali e internazionali. L’Unesco ha acceso i riflettori sulle nostre terre tramite la pratica della Transumanza, noi e soprattutto le nostre istituzioni, adesso, dobbiamo essere bravi a gestire questo riconoscimento per riuscire a generare flussi turistici che possano portare sviluppo ai nostri territori. Grazie a chi negli ultimi tempi ha supportato e creduto nel progetto come l’UCI nazionale. Questo riconoscimento è di tutti noi, della nostra storia, della nostra Terra!»

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