Serpillo: l’agricoltura come amore. Così nasce il futuro

Mario Serpillo, presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI) ha una missione: portare l’Agricoltura al centro del dibattito nazionale, nell’agenda politico-istituzionale del Governo, e soprattutto, far innamorare i giovani della terra, trasformarli in bravi agricoltori per il loro bene futuro, e di tutti i cittadini. Obiettivi che ha ben scolpiti in mente su cui con tenacia esemplare lavora da anni. I risultati ci sono: tutela dei prodotti agricoli, accordi a sostegno di produzioni e produttori a livello nazionale ed europeo, scuole e corsi formativi, mentre i Caf-Uci ogni giorno aprono i battenti per dare un prezioso aiuto ai coltivatori in perenne lotta contro la burocrazia e le mille complicazioni di norme e adempimenti.

Eccolo quindi il presidente Mario Serpillo, 66 anni, – ma ne dimostra dieci di meno -, volto diretto e gentile, persona elegante con una sfumatura di affabile ironia. Chi lo conosce ne parla come uomo di spirito, pronto a discutere con passione ma, attenzione, per lui l’obiettivo è uno solo: rendere grande l’agricoltura italiana. Così appena si apre il capitolo eccellenze, export, tutela dei prodotti nazionali, filiere e consumi, aziende, innovazioni, costi e qualità, gli si illuminano gli occhi: snocciola dati, prospettive, potenzialità planetarie del nostro mondo agricolo.

La sua creatura è la moderna UCI, di cui ha preso le redini nel 1995, la struttura oggi è un concentrato delle sua visione imprenditoriale e sociale: 50 mila iscritti, un Caf che ha superato i mille sportelli, un patronato che vanta 450 uffici. Un patrimonio di conoscenza e competenza che unite sono al servizio dei singoli coltivatori così come per le imprese.

L’obiettivo è semplificare, ridurre il peso e le incongruenze della burocrazia, così come primo esempio, ha reso l’Unione un sistema di relazioni professionali aperte, non piramidali ma di servizio, di disponibilità e competenza unici antidoti ai grovigli normativi e pastoie burocratiche. Trasparenza e proposte, sotto il segno di una solo ambizione: fare di più e bene. Combattere, ad esempio, la contraffazione delle produzioni agricole alimentari italiane. Un danno, dice, che significa miliardi persi, soldi sottratti ingiustamente a tutti gli agricoltori perbene, che lavorano, sudano e si impegnano a garanzia di una qualità che è un bene per tutti. Da persona del fare, ha ideato e realizzato “l’Osservatorio Cibi, Produzioni, Territori”, insieme ad Eurispes e Universitas Mercatorum.

“Abbiamo dialogato sull’Osservatorio Cibi Produzioni Territori e sul significato e l’importanza di una strategia di valorizzazione del mondo rurale”, spiega Serpillo, “delle nostre tradizioni e delle produzioni tipiche di eccellenza, sul progetto Transumanza e Pastoralità e sulle iniziative del settore della Pesca e della Canapa. Abbiamo voluto un confronto serrato, innovativo su temi e problemi delicati come la spesa dei fondi PSR che, a fronte di una scadenza imminente, va finalizzata e resa funzionale al più presto per sostenere gli agricoltori, i giovani imprenditori e le filiere produttive”.

I temi presenti nella agenda di Mario Serpillo sono di grande impatto, forse epocali perché l’agricoltura nella sua visione futura salverà le persone e l’economia. Quindi ecco i progetti dell’Osservatorio permanente su Cibi, Produzione e Territori a cui hanno dato vita Eurispes, Uci e Universitas Mercatorum, per il ritorno alla terra da parte dei giovani, la trasformazione delle abitudini alimentari e le ripercussioni della crisi sull’alimentazione. E ancora la tutela dei marchi e delle espressioni del territorio e i problemi legati alla produzione e al rapporto con i diversi anelli della filiera, la crescita del biologico alla lotta alle truffe e agli sprechi. “L’Osservatorio”, fa presente Serpillo, “si pone una grande ambizione: quella di svelare le contraddizioni e i paradossi di una realtà̀, come quella italiana, punto di riferimento per le eccellenze agroalimentari e per il grande patrimonio di valori racchiusi nel suo territorio. Al contempo, sarà̀ lo strumento per valorizzare e tutelare le nostre eccellenze.

L’Osservatorio vuole riflettere, indicando le soluzioni, sulle grandi contraddizioni che diventano ostacolo all’espressione migliore delle produzioni del Made in Italy”. C’è un aspetto nelle proposte del presidente dell’Unione Coltivatori Italiani che dimostra la passione, l’affetto e se vogliamo il rigore etico verso ciò che è il mondo dell’agricoltura in tutti i suoi aspetti, da quelli passati a quelli futuri. Nel solco di questo sentimento si pone il grande progetto la cui candidatura è stata presentata sul tavolo del Mipaaf per l’Unesco, un progetto per proteggere uno dei patrimoni dell’umanità “transumanza e pastoralità”.

Per Mario Serpillo, c’è un dovere che non possiamo dimenticare sia come cittadini-consumatori, sia come italiani, il rispetto del lavoro nei campi in tutte le sue declinazioni, ossia umane, imprenditoriali, della qualità dei prodotti, la loro commercializzazione, una filiera che annovera impegno, lavori, sforzi, molti sacrifici. Così l’Uci, sotto la regia di Serpillo è cresciuta, e il salto di qualità lo si apprezza per le nuove proposte, il sostegno alle novità, come ad esempio il “settore della canapa e per questo abbiamo istituito Ancica”, ricorda il presidente Uci, e ancora: “Abbiamo potenziato anche la strategia di sviluppo del nostro ente di formazione professionale Anapia, per dare ai nostri associati più possibilità di crescita e di professionalità”. Ma c’è spazio anche per un settore caro e complementare all’agricoltura, “Con l’Uci abbiamo voluto garantire un esclusiva rappresentanza anche alla Pesca, cosi è nata Agripesca”.

In tempi di troppi inutili protagonisti, di troppe parole, la passione di Mario Serpillo, può insegnare ancora qualcosa. Essere al servizio di lavoratori, di imprese piccole tenute in piedi con grandi sacrifici e nel contempo puntare sulle nuove generazioni. Quindi buon futuro all’UCI Made in Serpillo.

Fonte: Ladiscussione.it

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