Imprese sociali: quando sono esenti IVA gli alloggi e servizi per disabili

Normativa, Primo piano - 29 Apr 2022

Con Risposta a interpello n 221 del 27 aprile 2022 le Entrate si occupano di fornire chiarimenti sulla esenzione IVA per prestazioni proprie case di riposo e simili e gestione globale (articolo 10, primo comma, n. 21) d.P.R. n. 633 del 1972).

In particolare, viene chiarito che, stante il carattere oggettivo dell’esenzione IVA di cui all’articolo 10, primo comma, n. 21) del Decreto IVA, nel caso di specie si ritiene che possano essere fatturate in esenzione da IVA le rette chieste dall’Istante 

  • per i servizi di alloggio,
  • per i servizi assimilabili a quelli di sostegno e cura della persona 
  • per le altre prestazioni accessorie a questi ultimi, 

che la società rende ai suoi ospiti portatori di handicap psichici.

L’istante è un’impresa sociale (srl) senza scopo di lucro la cui attività attuale consiste nel fornire assistenza sociale non domiciliare in favore di soggetti con disturbi psichiatrici. 

La Società intende ampliare la propria attività avviando delle unità abitative in cui attuare programmi residenziali di “abitare supportato”, che non prevedono l’assistenza continua, ma si fondano sul sostegno offerto da operatori non stabilmente presenti nell’appartamento assegnato all’utente. 

All’utente verrà addebitata dalla Società una retta che include:

  • sia l’utilizzo dell’appartamento all’interno del quale risiederà,
  • sia il supporto nello svolgimento delle attività quotidiane
  • nonché l’utilizzo delle strutture comuni (“Club House”).

Nel dettaglio i servizi forniti sono i seguenti:

  • Accoglienza presso Unità Abitativa
  • Utenze domestiche (Acqua, luce, gas e immondizia)
  • Servizi e funzionamento secondo il DGR 564/00
  • Sicurezza secondo il D.Lgs. 81/08
  • Assicurazione a copertura dell’immobile e del suo contenuto 6. Assicurazione Rct/Rco
  • Manutenzioni ordinarie dell’immobile
  • Presenza notturna 12h 7 giorni su 7 dell’Operatore in appartamento
  • Management domestico
  • Management della cura di sé
  • Management farmacologico
  • Management delle visite mediche
  • Accompagnamento a visite mediche ordinarie max 1 al mese 14. Accoglienza 12h 7/7 giorni/settimanali presso Club House
  • Pranzo e Cena 7/7 giorni/settimanali presso Club House 16. Socializzazione 7/7 giorni/settimanali presso Club House
  • Attività pomeridiane 7/7 giorni/settimanali presso Club House
  • Servizi amministrativi di supporto
  • Gestione delle urgenze e dell’emergenze
  • Reperibilità telefonica h24 La Società chiede pertanto il corretto trattamento ai fini IVA di tali prestazioni.

Le Entrate hanno chiarito che con la Risoluzione 25 novembre 2005, n. 164/E si affronta il regime IVA applicabile alle prestazioni rese da una Residenza Sanitaria Assistenziale per Disabili (RSD) che riguarda prestazioni similari a quelle del presente interpello.

Pertanto, poiché la società istante offre servizi assimilabili a quelli propri delle case di riposo per anziani, con la risoluzione si è riconosciuta l’esenzione IVA prevista dall’articolo 10, primo comma, n. 21, del Decreto IVA anche ai servizi resi da una RSD ai propri ospiti.

Quando, infatti, l’Amministrazione finanziaria “è stata chiamata a pronunciarsi in merito a fattispecie diverse dalle case di riposo per anziani, tenuto conto della locuzione “e simili” contenuta nella norma, ha chiarito che l’elencazione contenuta non è da intendersi tassativa e … che le prestazioni rese da organismi “simili” sono esenti quando con le stesse si assicura l’alloggio, eventualmente unito ad altre prestazioni considerate di fatto accessorie alla prestazione principale, a persone che per il loro status sono bisognose di protezione, assistenza e cura…”

Le Entrate con le risposte n. 221 del 2019 e n. 240 del 2020 affermano il principio della c.d. gestione globale, valevole per la predetta “assimilazione” anche per le RSD, secondo cui per applicare l’esenzione IVA in commento occorre che il servizio offerto consista nella gestione globale della casa di riposo.

Al riguardo, la Corte di Giustizia Europea, nella sentenza 21 gennaio 2016 (causa C-335/14), ha osservato che “le case di riposo, al pari dei centri residenziali per anziani, forniscono alle persone … un alloggio unitamente a diverse prestazioni di sostegno e di cura. Da un lato, occorre riservare un medesimo trattamento riguardo all’IVA alla prestazione consistente nel mettere a disposizione degli alloggi, sia che tali alloggi siano forniti da una casa di riposo sia che essi siano forniti da un centro residenziale per anziani. Dall’altro, nella misura in cui dette prestazioni di sostegno e di cura che i centri residenziali per anziani sono tenuti a offrire, in applicazione della legislazione nazionale pertinente, corrispondono a quelle che le case di riposo devono fornire conformemente a detta legislazione, occorre riservare loro il medesimo trattamento riguardo all’IVA.” 

Pertanto, i giudici unionali hanno statuito che “l’articolo 13, parte A, paragrafo 1, lettera g), della sesta direttiva deve essere interpretato nel senso che, tra le prestazioni fornite da un centro residenziale per anziani, …, il cui carattere sociale deve essere valutato dal giudice del rinvio (…), quelle consistenti nel mettere a disposizione alloggi adatti a persone anziane possono beneficiare dell’esenzione prevista da tale disposizione. Anche le altre prestazioni fornite da tale centro residenziale per anziani possono beneficiare di tale esenzione, purché, in particolare, le prestazioni che i centri residenziali per anziani sono tenuti a offrire, in applicazione della legislazione nazionale pertinente, siano volte e a garantire sostegno e cura alle persone anziane e corrispondano a quelle che anche le case di risposo sono tenute a offrire conformemente alla legislazione nazionale in questione”. 

FONTE: FISCO E TASSE