L’Agenzia delle Entrate punta a controlli rapidi e collaborativi per contrastare l’evasione
Primo piano - 30 Lug 2025
Mentre è in pieno svolgimento il Concorso Agenzia delle Entrate 2025 per 2.700 nuovi funzionari e si è appena chiusa la selezione di 470 risorse per Agenzia Entrate-Riscossione, l’Amministrazione finanziaria rilancia una strategia orientata alla collaborazione preventiva con il contribuente. Il Direttore Ernesto Maria Ruffini (Carbone nell’articolo) ha chiarito che l’obiettivo è non solo contrastare l’evasione, ma farlo in modo efficace e meno conflittuale, attraverso controlli mirati, rapidi e dialogati, senza colpire ingiustamente le piccole e medie imprese (PMI).
Controlli brevi e schemi di atto: nasce il dialogo fiscale
Il piano operativo 2025 dell’Agenzia introduce un’intensificazione dei cosiddetti controlli sprint: accessi brevi e mirati volti a rilevare anomalie fiscali in tempi ridotti. Prima di procedere a un vero e proprio accertamento, viene notificato al contribuente uno schema di atto che rappresenta la base di un confronto diretto e trasparente. Il contribuente può replicare, fornire chiarimenti e, se necessario, correggere spontaneamente la propria posizione. L’obiettivo è riscuotere le imposte dovute senza contenziosi, riducendo i ricorsi giudiziari e promuovendo un rapporto meno conflittuale tra Fisco e cittadini.
Cooperative compliance: strumento da rilanciare
Un altro tassello della nuova strategia è la Cooperative Compliance, istituto introdotto dal DLgs 128/2015, ancora poco utilizzato dalle imprese italiane (solo 143 adesioni finora). Si tratta di un modello collaborativo rivolto a contribuenti dotati di un solido Tax Control Framework, cioè di un sistema interno per gestire e prevenire i rischi fiscali. Il vantaggio è evidente: dialogo continuo con il Fisco, riduzione dei rischi di sanzioni e maggiore trasparenza. L’Agenzia punta a incentivare l’adesione, soprattutto tra le grandi aziende, per consolidare un nuovo clima di fiducia reciproca.
PMI e concordato preventivo biennale: nessuna persecuzione
Carbone ha ribadito che le PMI non sono il bersaglio dei controlli fiscali, smentendo la percezione di accanimento. Ha citato il dato 2024 sugli accertamenti verso grandi aziende: 1.700 accertamenti su circa 5.000 soggetti con volume d’affari superiore ai 100 milioni di euro, ovvero il 35% del totale. In parallelo, il Concordato Preventivo Biennale 2025-2026 è indicato come strumento chiave per far emergere redditi sommersi, anche grazie agli ISA e al ravvedimento speciale. Una misura che rafforza l’idea di patto tra Fisco e contribuente, fondato su stime condivise e regolarizzazioni agevolate.
Verso un’amministrazione fiscale più moderna
Il 2025 segna l’inizio di una nuova cultura fiscale, più orientata alla collaborazione e alla prevenzione, piuttosto che alla repressione. Con l’ingresso di nuovi funzionari e l’ampliamento degli strumenti come la cooperative compliance e il concordato biennale, il Fisco italiano si attrezza per essere più veloce, efficace e meno invasivo, senza abbassare la guardia contro l’evasione. Il rapporto paritario con il contribuente diventa la chiave per un sistema fiscale più equo e sostenibile.