Pace fiscale permanente: intervista al sottosegretario Bitonci

Una pace fiscale permanente. Mentre notai, avvocati e commercialisti saranno i certificatori dei «tesori» contenuti nelle cassette di sicurezza per cui si sta studiando un’emersione agli occhi del Fisco. Sono queste alcune delle novità della messa a punto da parte dei tecnici fiscali della Lega delle misure che costituiranno l’ossatura del decreto fiscale autunnale.

«Le disposizioni sulla chiusura agevolata delle liti pendenti stanno dando ottimi risultati, oltre 400 milioni di euro solo dal versamento della prima rata. Tanto che valutiamo in prospettiva di arrivare a incassare sui cinque anni quattro miliardi che vanno ad aggiungersi ai 21 delle altre misure della pace fiscale» calcola soddisfatto il sottosegretario del ministero dell’economia Massimo Bitonci parlando a ItaliaOggi.

Domanda: Che novità dell’ultimo minuto ci sono sulla pace fiscale?

Risposta: La chiusura in primo, secondo grado e cassazione delle liti pendenti sta dando ottimi risultati che stiamo raffrontando con le altre misure del decreto fiscale, tanto da farci pensare di trasformare queste disposizioni in misure strutturali. Gli incassi che prevediamo sui cinque anni raggiungeranno i 4 miliardi oltre ai 21 mld della rottamazione: 25 mld di entrate per i prossimi cinque anni senza considerare le altre misure.

D. Il precedente decreto fiscale ha lasciato fuori da queste misure una sanatoria per le imprese che ricevono avvisi bonari, che sebbene abbiano presentato la dichiarazione abbiano omesso i versamenti per una serie di motivi. State ripensando alla questione?

R. Nel prossimo decreto ci sarà il saldo e stralcio per le imprese in accertata difficoltà economica. Si potrà pensare a qualcosa solo nel caso in cui venga certificato lo stato di crisi aziendale. Non un provvedimento per tutti ma per una crisi che sia certificata.

D. Un altro dei temi che ha generato incomprensioni con gli alleati 5 stelle è stata la dichiarazione integrativa speciale. La ripresenterete?

R. Sì, e sarà una misura che consentirà l’emersione del contante tenuto anche nelle cassette di sicurezza. Ma sarà pensato solo per somme e valori legati a reati di evasione fiscale e non per altri tipi di reati più gravi. Resteranno fuori, per evitare fraintendimenti, uno scudo su altri reati e i proventi detenuti all’estero.

D. La norma sulle cassette di sicurezze è quella che incuriosisce maggiormente e si presta anche a fraintendimenti…

R. La misura a cui stiamo pensando è su contanti detenuti prima di cinque anni. Ma non su tutta la somma, su una percentuale che ancora dovremo decidere se del 30-40 o 50%. Su queste somme si pagheranno le aliquote marginali del soggetto che richiede l’emersione senza sanzioni e interessi.

D. L’emersione sarà anonima?

R. No. Sarà in chiaro e certificata da professionisti come avvocati, notai e commercialisti. Riguarderà solo somme legate a reati di piccola evasione e reati connessi con l’evasione.

D. Ci sono altre misure allo studio per semplificare il rapporto fisco-contribuenti?

R. Si. Per noi pace fiscale vorrà dire anche introdurre un concordato con adesione.

D. Cioè?

R. Potenziare uno strumento per migliorare anche l’attività degli uffici fiscali. Si dovrà dare la possibilità di chiudere il contenzioso per quegli accertamenti induttivi o presuntivi come ad esempio le verifiche sul transfer pricing. Siamo al lavoro per dotare gli uffici di un cappello giuridico che consenta di definire la verifica con il versamento di una percentuale che potrà andare dal 20 al 50%. C’è poi un’altra novità in arrivo.

D. Quale?

R. E’ legata alla tracciabilità dei pagamenti. Non è nostra intenzione abbassare il tetto dei contanti ma vorremmo che si diffondesse l’utilizzo delle carte. Per questo siamo in contatto con il sistema interbancario per sgravare dei costi delle commissioni innanzitutto i pagamenti sotto i 15 euro, soglia che con un piccolo sforzo si potrà portare a 25. Per diffondere così i pagamenti in negozi e bar, ma anche dai benzinai, eliminando, in prospettiva il credito di imposta per le commissioni bancarie legate ai pagamenti elettronici.

D. Parliamo della riforma della giustizia tributaria. Che fine ha fatto?

R. Dalla settimana prossima la proposta della Lega sarà all’esame delle commissioni del Senato. Si mette mano alla riforma perché la magistratura tributaria diventi la sesta magistratura, con il mantenimento della figura del giudice onorario solo per piccolo contenzioso sotto i mille o i 3 mila euro.

D. La Francia ha introdotto la web tax e Trump non l’ha presa benissimo. La nostra webtax dov’è?

R. La norma c’è e bisogna fare i decreti attuativi. Un tema delicato perché c’è il problema della concorrenza sleale nei confronti dei negozi da parte di chi opera solo sul web. Stiamo pensando al da farsi tenendo ben distinti coloro che hanno una stabile organizzazione da chi non ce l’ha.

D. Riuscirete a far comprendere tutte queste novità tecniche ai vostri alleati senza cadere nei fraintendimenti dello scorso anno come per la dichiarazione integrativa?

R. Luigi Di Maio parla di manette agli evasori e faccio notare che quella norma c’è già e non viene toccata. Questi non sono condoni ma un tentativo di far emergere ciò che altrimenti non emergerebbe comunque e che gli accertamenti riescono a intercettare solo in minima parte. Mi lasci aggiungere con un sorriso: la Lega non è al governo per trovare le coperture al Movimento Cinquestelle. Quando si propongono le norme è necessario che si trovino le coperture senza aumentare le tasse. E’ un po’ comodo che le coperture le debba trovare la lega e poi c’è chi fa pure lo schizzinoso.

Fonte: Italiaoggi.it
Autrice: Cristina Bartelli

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