Ravvedimento speciale 2025: torna la sanatoria fiscale collegata al Concordato biennale

Primo piano - 21 Lug 2025

Con l’approvazione in Commissione Finanze della Camera del decreto Fisco, il ravvedimento speciale torna protagonista delle politiche fiscali italiane. Già sperimentato nel 2023, questo strumento di sanatoria sarà attivabile da chi aderirà alla nuova edizione del Concordato preventivo biennale 2025–2026. Si tratta di una misura fortemente agevolata che permetterà a lavoratori autonomi, freelance, professionisti e imprese individuali di sanare debiti fiscali maturati tra il 2019 e il 2023, beneficiando di sconti calcolati sulla base del proprio punteggio Isa. L’adesione al Concordato si chiuderà il 30 settembre 2025: da quella data sarà possibile accedere alla procedura di ravvedimento.

Chi può aderire e quali vantaggi prevede

Il ravvedimento speciale si rivolge esclusivamente ai titolari di partita Iva che sceglieranno di aderire alla proposta dell’Agenzia delle Entrate nell’ambito del nuovo Concordato biennale. In sostanza, chi accetta la proposta dell’Amministrazione potrà regolarizzare in via agevolata le imposte Irpef e Irap non versate negli anni d’imposta 2019–2023. La grande novità è il meccanismo di calcolo progressivo e premiante basato sui punteggi Isa (da 1 a 10). Più alto è il punteggio, minore sarà l’aliquota applicata e l’incremento della base imponibile da regolarizzare.

Come funziona: punteggi Isa, aliquote e base imponibile

La base imponibile è calcolata partendo dalla differenza tra il reddito effettivo e quello già dichiarato, poi aumentata in funzione del punteggio Isa. Ecco la progressione:

  • +5% con Isa = 10
  • +10% Isa tra 8 e 10
  • +20% Isa tra 6 e 8
  • +30 Isa tra 4 e 6
  • +40% Isa tra 3 e 4
  • +50% Isa < 3

L’imposta sostitutiva Irpef sarà:

  • 10% se Isa ≥ 8
  • 12% se Isa tra 6 e 8
  • 15% se Isa < 6

In ogni caso, l’importo minimo da versare è 1.000 euro. Per l’Irap, invece, l’aliquota è unica: 3,9%. Previsto inoltre uno sconto del 30% per le annualità 2020 e 2021, in considerazione dell’impatto economico della pandemia.

Tempi di pagamento e utilizzo dei fondi

I versamenti potranno avvenire:

  • in un’unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2026;
  • oppure in 10 rate mensili, con applicazione di interessi.

Le somme raccolte andranno a finanziare il Fondo per l’attuazione della delega fiscale, che sosterrà interventi sulla riforma dell’Irpef, come la riduzione degli scaglioni e la semplificazione del sistema tributario. Secondo le stime, l’onere complessivo del ravvedimento speciale sarà pari a 395 milioni di euro tra il 2026 e il 2030, di cui 58 milioni coperti dalle stesse entrate prodotte dalla misura. La precedente edizione ha dato risultati significativi:

  • 1,26 miliardi di euro complessivi,
  • di cui 781 milioni già incassati,
  • con 188.000 contribuenti aderenti.