Riforma del lavoro sportivo: chiarimenti su compensi
Primo piano - 2 Ott 2025
Con il decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, e i successivi correttivi, è nata una disciplina organica per il lavoro sportivo, sia professionistico che dilettantistico. Dal 1° luglio 2023 sono entrate in vigore regole innovative che hanno ridefinito la natura fiscale dei compensi e introdotto nuove soglie di esenzione. Tuttavia, l’applicazione concreta della riforma ha sollevato numerosi dubbi, soprattutto per quanto riguarda i rapporti di lavoro dilettantistici. Per questo, nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Consulenza giuridica n. 14, che risponde a quesiti posti dal CONI e dalle federazioni sportive.
I quesiti del CONI: compensi, premi e regime forfettario
Il primo nodo riguarda la soglia di esenzione di 15.000 euro prevista per i lavoratori sportivi dilettanti. Il CONI ha chiesto se la ritenuta si applichi solo sulla parte eccedente e come questa regola interagisca con chi adotta il regime forfettario.
Altri dubbi hanno riguardato i premi sportivi: come trattare i premi contrattuali inseriti nei rapporti di lavoro, i premi di risultato versati alle società, e quelli riconosciuti dalle Federazioni ai convocati in Nazionale. Infine, un chiarimento era necessario anche sul fronte Irap, con particolare riferimento ai compensi inferiori a 85.000 euro corrisposti a collaboratori coordinati e continuativi.
Le risposte dell’Agenzia delle Entrate
Con la risposta n. 14/2025, l’Agenzia ha delineato un quadro interpretativo chiaro:
-
Compensi dilettantistici: fino a 15.000 euro non concorrono alla base imponibile né subiscono ritenuta, purché il lavoratore sportivo presenti autocertificazione. Solo l’eccedenza è soggetta a tassazione.
-
Regime forfettario: i compensi entro i 15.000 euro non sono imponibili, ma devono essere conteggiati per verificare il tetto dei 65.000 euro necessario ad accedere al regime agevolato.
-
Premi sportivi contrattuali: se inseriti nei rapporti di lavoro subordinati o autonomi, vengono tassati come parte della retribuzione ordinaria.
-
Premi da CONI, CIP, Federazioni, ASD: rientrano nell’agevolazione fiscale con ritenuta a titolo d’imposta del 20%. Non compaiono nella Certificazione Unica, ma esclusivamente nel Modello 770.
-
Irap: non si tratta di una franchigia cumulativa. Ogni compenso sotto la soglia di 85.000 euro resta escluso dalla base imponibile, mentre un singolo compenso pari o superiore entra interamente nel calcolo.
Implicazioni pratiche per associazioni e società sportive
Le precisazioni dell’Agenzia rappresentano un passo avanti verso una gestione più chiara della riforma del lavoro sportivo. Tuttavia, persistono complessità operative, soprattutto nei dichiarativi e nella predisposizione dei modelli fiscali. Proprio per questo, il settore auspica ulteriori interventi chiarificatori, sia normativi sia nelle istruzioni tecniche, così da semplificare la vita a dirigenti e associazioni sportive dilettantistiche.