Rivalutazione oro 2026: aliquota agevolata in arrivo

Uncategorized - 19 Nov 2025

La legge di bilancio 2026 prevede una procedura speciale per i contribuenti che detengono oro da investimento — lingotti, placchette o monete — e non possono fornire documentazione d’acquisto. L’obiettivo è permettere la regolarizzazione volontaria con benefici fiscali, rivolta sia a chi ha ereditato oro sia a chi lo detiene senza prova del costo originario.

Cosa cambia: aliquota e modalità

Attualmente, in assenza di documenti che attestino l’acquisto, la tassazione sull’oro ceduto è del 26 % sull’intero valore. La nuova ipotesi prevede un’aliquota agevolata al 12,5 %, se l’istanza di rivalutazione viene presentata entro il 30 giugno 2026. In pratica, il contribuente pagherebbe subito l’aliquota ridotta e, in futuro, sulla cessione pagherebbe il 26 % solo sulla plusvalenza, anziché sull’intero valore.

Beneficiari e requisiti

Possono usufruire della misura tutti i soggetti che, entro il 1° gennaio 2026, sono titolari di oro da investimento senza documentazione valida e che sottoscrivono l’istanza di rivalutazione entro la scadenza prevista. Sono inclusi lingotti o placchette di peso superiore a 1 grammo e purezza pari o superiore a 995 millesimi, o monete di purezza pari o superiore a 900 millesimi coniate dopo il 1800. La regolarizzazione richiede che l’oro sia detenuto da soggetti privati e venga trattato come bene rifugio. L’istanza viene presentata tramite intermediari autorizzati.

Scadenze e “cosa fare”

La misura sarà operativa dopo l’approvazione definitiva della legge di bilancio 2026. L’istanza di rivalutazione dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2026. I contribuenti interessati dovrebbero già raccogliere: documentazione dell’oro detenuto (peso, tipo, purezza), eventuale provenienza (eredità o dono), valutazione corrente del bene, e prepararsi al coinvolgimento di un intermediario abilitato per la procedura di rivalutazione.

Cosa cambia in termini pratici

La proposta offre al contribuente la possibilità di uscire da una posizione penalizzante (tassazione al 26 % sull’intero valore) e allo Stato di recuperare nuove risorse. La misura coniuga volontarietà e regolarizzazione, senza essere una patrimoniale diretta: l’adesione resta libera e premiale, con vantaggi fiscali immediati e semplificazione della gestione degli investimenti in oro.