IVA Terzo Settore: proroga al 2036 per l’entrata in vigore del nuovo regime

Fisco - 15 Dic 2025

 

Il regime IVA applicabile agli enti del Terzo Settore viene nuovamente rinviato. La normativa prevede infatti una proroga fino al 2036 dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali che avrebbero dovuto modificare in modo significativo il trattamento IVA delle attività svolte da associazioni, fondazioni ed enti non commerciali.

La decisione è legata alla necessità di garantire continuità operativa agli enti e di attendere un quadro definitivo di coordinamento con la disciplina europea sugli aiuti di Stato e sull’imposta sul valore aggiunto.

Cosa prevede la normativa attuale

In base alla disciplina oggi in vigore, molte attività svolte dagli enti del Terzo Settore continuano a essere escluse dal campo di applicazione dell’IVA, in quanto considerate non commerciali.
La riforma prevista avrebbe comportato l’assoggettamento a IVA di numerose operazioni finora escluse, con un impatto rilevante sugli adempimenti fiscali e sui costi di gestione per gli enti.

Con la proroga al 2036, resta applicabile l’attuale regime transitorio, evitando cambiamenti immediati e consentendo agli enti di continuare a operare secondo le regole già conosciute.

Enti interessati dalla proroga

La proroga riguarda un’ampia platea di soggetti, tra cui:

  • associazioni di promozione sociale;

  • organizzazioni di volontariato;

  • enti filantropici;

  • fondazioni e altri enti non commerciali iscritti o iscrivibili al Registro Unico del Terzo Settore.

Per questi enti, il rinvio rappresenta una garanzia di stabilità normativa in un contesto già complesso sotto il profilo amministrativo e gestionale.

Perché il rinvio è rilevante

L’applicazione dell’IVA alle attività del Terzo Settore avrebbe comportato:

  • nuovi obblighi di fatturazione e registrazione;

  • liquidazioni periodiche dell’imposta;

  • maggiori costi amministrativi;

  • possibili effetti sui prezzi dei servizi offerti agli utenti finali.

La proroga al 2036 consente invece agli enti di programmare le proprie attività senza l’immediata necessità di riorganizzare la contabilità e la gestione fiscale.

Cosa devono fare ora gli enti

Nel periodo di proroga, gli enti del Terzo Settore devono:

  • continuare ad applicare il regime IVA attualmente vigente;

  • monitorare l’evoluzione normativa e gli eventuali chiarimenti ufficiali;

  • verificare la corretta qualificazione delle attività come commerciali o non commerciali;

  • prepararsi gradualmente a un possibile futuro cambiamento del regime fiscale.

Un’attenta pianificazione consente di evitare criticità nel caso in cui, in futuro, il nuovo regime IVA diventi effettivamente operativo.

FAQ – IVA e Terzo Settore

Fino a quando è rinviata l’IVA per il Terzo Settore?
La proroga estende l’attuale regime fino al 2036.

Cosa cambia nel breve periodo per gli enti?
Nulla: resta applicabile il regime transitorio oggi in vigore.

Quali enti sono interessati?
Associazioni, organizzazioni di volontariato, fondazioni e altri enti del Terzo Settore.

Perché è stata concessa la proroga?
Per garantire continuità operativa e coordinare la normativa nazionale con quella europea.

Gli enti devono adeguarsi subito a nuovi obblighi IVA?
No, gli obblighi restano invariati fino all’eventuale entrata in vigore del nuovo regime.