E-fatture: le regole per conservarle correttamente e non rischiare sanzioni

Fisco - 17 Dic 2025

 

La conservazione delle fatture elettroniche non è un adempimento formale, ma un obbligo fiscale essenziale per imprese, professionisti e titolari di partita IVA. Non è sufficiente emettere o ricevere correttamente una e-fattura: il documento deve essere conservato secondo regole precise, che garantiscano autenticità, integrità, leggibilità e reperibilità nel tempo.

Una gestione non conforme può comportare contestazioni fiscali e sanzioni, anche in presenza di fatture correttamente trasmesse tramite il Sistema di Interscambio.

Quanto tempo vanno conservate le e-fatture

Le fatture elettroniche devono essere conservate per 10 anni, lo stesso periodo previsto per i documenti fiscali tradizionali. Il termine decorre dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno di riferimento.

Durante questo periodo, i documenti devono essere sempre accessibili e prontamente esibibili in caso di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Conservazione digitale: cosa significa davvero

La conservazione delle e-fatture non coincide con una semplice archiviazione informatica. La normativa richiede una conservazione digitale a norma, che prevede:

  • la creazione di pacchetti di archiviazione;

  • l’apposizione di firma digitale e marca temporale;

  • la garanzia dell’immodificabilità dei documenti;

  • la possibilità di ricercare e recuperare le fatture nel tempo.

Salvare le fatture in formato PDF su un computer o su un cloud non è sufficiente a rispettare gli obblighi di legge.

Chi è responsabile della corretta conservazione

La responsabilità della conservazione resta sempre in capo al contribuente, anche quando si affida il servizio a un intermediario o a un fornitore esterno. È quindi fondamentale verificare che il sistema utilizzato sia conforme alle regole tecniche previste e che il processo venga completato correttamente entro i termini.

Imprese e professionisti devono inoltre assicurarsi che la conservazione riguardi tutte le fatture, sia quelle emesse sia quelle ricevute.

Termini e modalità operative

Il processo di conservazione deve essere completato entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riferimento. Rispettare questa tempistica è essenziale per evitare irregolarità formali che possono emergere in sede di controllo.

Una corretta organizzazione dei flussi documentali consente di adempiere all’obbligo senza difficoltà e di mantenere una gestione ordinata della contabilità.

Cosa fare per essere in regola

Per evitare errori, è consigliabile:

  • verificare che le e-fatture siano effettivamente incluse nel processo di conservazione;

  • controllare che il sistema utilizzato sia conforme alle regole di conservazione digitale;

  • conservare anche eventuali notifiche e ricevute di consegna;

  • effettuare controlli periodici sulla corretta archiviazione dei documenti.

Un approccio consapevole riduce il rischio di sanzioni e semplifica la gestione fiscale nel lungo periodo.

FAQ – Conservazione delle e-fatture

È obbligatorio conservare le fatture elettroniche?
Sì, la conservazione a norma è obbligatoria per tutte le e-fatture emesse e ricevute.

Per quanti anni vanno conservate?
Per 10 anni dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno di riferimento.

Posso salvarle solo sul computer o in cloud?
No, è necessaria una conservazione digitale conforme alle regole tecniche.

Chi è responsabile se affido la conservazione a terzi?
La responsabilità resta sempre in capo al contribuente.

Entro quando va completata la conservazione?
Entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.