Bonus ristrutturazione all’erede: quando passano le rate della casa ereditata
Bonus Casa - 15 Ott 2026
Pubblicato il 15/10/2026
ℹ️ In breve: il bonus ristrutturazione passa all’erede solo se ha la «detenzione materiale e diretta» della casa ereditata. Non serve abitarci. Serve per tutto l’anno: se la casa è affittata o in comodato anche per pochi mesi, la rata di quell’anno si perde. Fa eccezione il bonus barriere architettoniche, che non passa agli eredi.
Il bonus ristrutturazione passa all’erede solo se conserva la «detenzione materiale e diretta» della casa ereditata. Lo stabilisce l’articolo 16-bis, comma 8, del TUIR, e lo ripete l’Agenzia delle Entrate nella pagina Quando si trasferisce la detrazione. In pratica la detrazione spetta all’erede che può disporre dell’immobile, anche se non lo usa come abitazione principale.
La regola ha un effetto concreto su chi pensa di affittare, prestare o vendere la casa ereditata. Con il principio di diritto n. 7 del 2 ottobre 2025 l’Agenzia ha chiarito cosa succede quando l’erede entra in casa solo dopo la successione. Le guide fiscali del 2026 hanno recepito il chiarimento.
Bonus ristrutturazione erede: quando passano le rate residue
La norma dice che, in caso di decesso dell’avente diritto, il beneficio «si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene». Passano le rate non ancora detratte, per gli anni che restano. Per le ristrutturazioni le rate sono dieci, di pari importo.
Per sapere chi detrae la rata di un anno conta chi possedeva l’immobile al 31 dicembre. In base a questo criterio all’erede passa anche la rata dell’anno del decesso, se ha i requisiti. Vale pure quando il decesso avviene nello stesso anno della spesa. Se più eredi detengono insieme la casa, la detrazione si divide in parti uguali.
La guida dell’Agenzia alle agevolazioni della dichiarazione 2026 fa quattro esempi:
- se l’immobile è affittato, la detrazione non spetta, perché l’erede proprietario non ne può disporre;
- se l’immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;
- se tra più eredi uno solo ci abita, la detrazione spetta tutta a lui;
- se il coniuge superstite, titolare del solo diritto di abitazione, rinuncia all’eredità, non può detrarre; e nemmeno i figli, se non convivono con lui.
Casa ereditata affittata o in comodato: la rata dell’anno si perde
La detenzione deve durare tutto l’anno. La circolare 17/E del 2023 è netta. Se l’immobile ereditato è «locato o concesso in comodato anche solo per una parte dell’anno, l’erede non potrà fruire della quota di detrazione riferita a tale annualità».
La rata non è persa per sempre. Finito il contratto di affitto o di comodato, l’erede torna a detrarre le rate residue degli anni successivi. Lo stesso vale se al momento della successione la casa era affittata. La rata dell’anno del decesso non si detrae. Quelle successive sì, quando un erede ottiene la detenzione.
Il principio di diritto 7/2025 aggiunge un dettaglio decisivo. Se l’erede ottiene la detenzione in corso d’anno, dopo la successione, le rate spettano solo dagli anni successivi in cui la detenzione dura «ininterrottamente dal 1° gennaio al 31 dicembre». Se cambia da un anno all’altro il numero degli eredi che detengono la casa, cambia anche la ripartizione.
Esempio (nostro calcolo). Nel 2024 la madre spende 40.000 euro per ristrutturare casa: detrazione del 50%, cioè 20.000 euro in 10 rate da 2.000 euro (dal 2024 al 2033). Detrae le rate 2024 e 2025 e muore nel 2026.
Il figlio erede viveva con lei e resta nella casa: detrae le 8 rate dal 2026 al 2033, cioè 16.000 euro.
Se invece affitta la casa da novembre 2027 a ottobre 2029, perde le rate 2027, 2028 e 2029. In quegli anni non detiene la casa per tutti i dodici mesi. Riprende dal 2030: in tutto 5 rate, 10.000 euro.
| Situazione dell’erede | Rate residue |
|---|---|
| Detiene la casa tutto l’anno (ci abita o la tiene a disposizione) | Spettano; con più eredi detentori, in parti uguali |
| Affitta o presta la casa, anche per una parte dell’anno | Persa la rata di quell’anno; riprende dopo la fine del contratto |
| Ottiene la detenzione in corso d’anno, dopo la successione | Spettano dall’anno successivo, se la detenzione dura dal 1° gennaio al 31 dicembre |
| Vende o dona la casa | Non passano all’acquirente o al donatario |
Vendita, donazione e usufrutto: quando la detrazione non passa
Di norma, se si vende una casa con lavori in detrazione, le rate residue passano all’acquirente salvo diverso accordo. Per la casa ereditata non è così. Se l’erede che la detiene la vende o la dona, le rate non fruite «non si trasferiscono all’acquirente o donatario», anche se l’atto avviene nell’anno stesso dell’accettazione dell’eredità.
Le guide dell’Agenzia regolano anche altri casi:
- Defunto in affitto: se aveva fatto i lavori da inquilino, la detrazione passa all’erede che subentra nel contratto e mantiene la detenzione. Non spetta a chi subentra senza essere erede, come il convivente di fatto non nominato erede o il coniuge che non accetta l’eredità.
- Defunto in comodato: in generale la detrazione non passa ai suoi eredi. Può proseguirla l’erede che era il comodante, cioè il proprietario, se ha la detenzione.
- Defunto usufruttuario: la detrazione non passa ai suoi eredi. Fa eccezione il nudo proprietario erede che torna pieno proprietario, se ha la detenzione.
- Familiare convivente che aveva pagato i lavori sulla casa di un parente: se quel parente diventa suo erede, può continuare con le rate residue, sempre con la detenzione.
Ecobonus e Superbonus seguono la stessa regola, le barriere architettoniche no
Il principio di diritto 7/2025 estende gli stessi chiarimenti al bonus verde (spese dal 2018 al 2024), all’ecobonus e al Superbonus. Per il Superbonus in dichiarazione abbiamo una guida dedicata alle rate residue nel 730.
Diversa la detrazione del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La guida dell’Agenzia sulle ristrutturazioni (febbraio 2026) è chiara. Se muore chi ha sostenuto le spese, «la detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce agli eredi».
Cosa serve per detrarre le rate nel 730
L’erede detrae le rate residue nella propria dichiarazione, come quote di una spesa già sostenuta dal defunto. Oltre ai documenti dei lavori (fatture, bonifici, eventuali titoli edilizi), la guida 2026 chiede due autocertificazioni: una sulla detenzione materiale e diretta dell’immobile e una sulla condizione di erede.
Le aliquote e i limiti dei lavori dipendono dall’anno della spesa: le regole generali sono nella nostra guida al bonus ristrutturazioni nel 730 2026. Per gli adempimenti sulla casa ricevuta in eredità c’è la guida alla dichiarazione di successione 2026.
L’errore da evitare: affittare a fine anno senza fare i conti
Con il bonus ristrutturazione erede basta un affitto o un comodato di poche settimane per perdere la rata dell’intero anno. Nell’esempio sopra ogni rata vale 2.000 euro. Prima di affittare o prestare la casa ereditata conviene confrontare il canone atteso con le rate residue che si perderebbero, anno per anno.
Lo stesso conto vale prima di vendere: con la vendita le rate non passano all’acquirente. Per una valutazione sui propri numeri ci si può rivolgere a un CAF, che può verificare le rate residue anche in sede di 730.
FAQ — bonus ristrutturazione erede
Domande frequenti sulle detrazioni della casa ereditata
Il bonus ristrutturazione passa agli eredi?
Sì, ma solo all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Lo prevede l’articolo 16-bis, comma 8, del TUIR. Fa eccezione la detrazione del 75% per le barriere architettoniche, che non passa agli eredi.
Devo abitare nella casa ereditata per avere le rate?
No. Secondo l’Agenzia delle Entrate basta poterne disporre, anche senza usarla come abitazione principale. Se la casa è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi.
Se affitto la casa ereditata perdo la detrazione?
Perdi la rata di ogni anno in cui la casa è affittata, anche solo per una parte dell’anno. Finito il contratto, riprendi a detrarre le rate residue degli anni successivi.
La casa era affittata quando è morto il proprietario: posso detrarre le rate?
La rata dell’anno del decesso no. Le rate successive sì, dagli anni in cui un erede detiene la casa dal 1° gennaio al 31 dicembre (principio di diritto 7/2025).
Siamo tre fratelli eredi: come si divide la detrazione?
Si divide in parti uguali tra gli eredi che detengono la casa. Se ci abita uno solo, la detrazione spetta tutta a lui. Se il numero dei detentori cambia, la ripartizione cambia anno per anno.
Se vendo la casa ereditata, le rate passano all’acquirente?
No. Le rate residue non fruite dall’erede non si trasferiscono all’acquirente o al donatario, anche se la vendita avviene nell’anno di accettazione dell’eredità.
La regola vale anche per ecobonus e Superbonus?
Sì. Il principio di diritto 7/2025 applica gli stessi chiarimenti al bonus verde, all’ecobonus e al Superbonus.
Quali documenti servono all’erede per il 730?
Oltre ai documenti dei lavori, un’autocertificazione sulla detenzione materiale e diretta dell’immobile e una sulla condizione di erede, come indica la guida dell’Agenzia per la dichiarazione 2026.