Comodato d’uso gratuito ai parenti: quando spetta lo sconto IMU nel 2025

Fisco - 13 Dic 2025

 

Il comodato d’uso gratuito è un contratto con cui il proprietario di un immobile lo concede a un familiare per l’uso senza richiedere un canone di locazione. Questa forma di concessione è spesso utilizzata per favorire l’abitazione dei figli, dei genitori o di altri familiari, riducendo i costi e semplificando gli aspetti fiscali legati alla casa.

Dal punto di vista fiscale, il comodato ai parenti può dare diritto a sconti IMU (Imposta Municipale Unica) quando si verificano specifiche condizioni, soprattutto per quanto riguarda l’abitazione principale di chi riceve l’immobile in comodato.

Requisiti per ottenere lo sconto IMU

Per beneficiare della riduzione dell’IMU su un immobile concesso in comodato d’uso gratuito ai parenti è necessario che:

  • l’immobile sia effettivamente utilizzato come abitazione principale dal comodatario (colui che lo riceve in uso);

  • il contratto di comodato sia registrato presso l’Agenzia delle Entrate, con la presentazione del modello apposito entro i termini previsti;

  • il comodatario e il comodante siano parenti in linea diretta (ad esempio, genitori o figli);

  • il contratto sia conforme alle regole civilistiche e fiscali previste per il comodato d’uso, con chiara identificazione delle parti e dell’immobile.

In assenza di una o più di queste condizioni, lo sconto IMU potrebbe non essere riconosciuto, e l’imposta potrebbe essere dovuta in misura piena.

Come funziona la riduzione IMU

Quando ricorrono i requisiti sopra descritti, l’abitazione concessa in comodato d’uso ai parenti può beneficiare di una aliquota IMU ridotta rispetto a quella ordinaria applicata alle seconde case. In molti Comuni, la normativa prevede un’aliquota agevolata per il comodato ai parenti conviventi, a condizione che il contratto sia registrato e che l’immobile sia utilizzato come abitazione principale dal comodatario.

È importante verificare la delibera IMU del Comune competente, perché l’erogazione della riduzione può essere disciplinata da regolamenti specifici adottati dall’ente locale.

Come registrare il comodato

Il comodato d’uso gratuito deve essere registrato presso l’Amministrazione finanziaria utilizzando i modelli previsti e pagando l’imposta di registro minima, se dovuta. La registrazione è fondamentale non solo per la validità del contratto, ma anche per poter fruire della riduzione IMU prevista per i casi di comodato tra parenti.

La mancata registrazione nel termine previsto può precludere la possibilità di usufruire della agevolazione, con conseguente applicazione dell’IMU piena.

Cosa cambia per la fiscalità familiare

Il comodato d’uso gratuito ai parenti non incide solo sull’IMU, ma può avere riflessi anche sulla gestione delle detrazioni e sulla dichiarazione dei redditi dei soggetti coinvolti. Ad esempio, il proprietario che concede l’immobile deve essere consapevole che, pur non ricevendo un canone, continua a mantenere la titolarità fiscale dell’immobile e gli oneri connessi. Il comodatario, invece, utilizza l’immobile come abitazione principale senza sostenere un onere di affitto, ma deve rispettare le condizioni previste dalla normativa per non perdere lo sconto IMU.

FAQ – Comodato d’uso gratuito ai parenti e IMU

Che cos’è il comodato d’uso gratuito?
È un contratto con cui un proprietario concede a un familiare un immobile senza canone di locazione.

Quando spetta lo sconto IMU?
Quando l’immobile è concesso in comodato ai parenti, è utilizzato come abitazione principale dal comodatario e il contratto è correttamente registrato.

Chi può beneficiarne?
Principalmente genitori e figli (parenti in linea diretta).

Devo registrare il contratto?
Sì, la registrazione è necessaria per avere diritto alla riduzione IMU.

La riduzione è automatica?
No, il contribuente deve verificare le regole e le delibere adottate dal proprio Comune.

Cosa succede se non registro il contratto?
La riduzione IMU potrebbe non essere riconosciuta e l’imposta potrebbe essere dovuta per intero.