IVA Terzo Settore: confermata la proroga al 2036 per enti e associazioni

Primo piano - 25 Nov 2025

Il governo ha confermato la proroga dell’applicazione dell’IVA per gli enti del Terzo Settore fino al 2036, una misura attesa da associazioni, organizzazioni non profit, enti filantropici e realtà che operano nel sociale. La decisione offre maggiore stabilità normativa, un vantaggio fondamentale per chi gestisce servizi rivolti alla collettività e deve pianificare costi e bilanci a lungo termine.

La proroga risponde alla necessità di non appesantire le attività sociali con adempimenti fiscali complessi, mantenendo un quadro agevolato che consente agli enti di continuare a svolgere le proprie funzioni senza incrementi di spesa.

La misura riguarda tutti gli enti che rientrano nella disciplina del Codice del Terzo Settore, tra cui:

  • Organizzazioni di volontariato

  • Associazioni di promozione sociale

  • Enti filantropici

  • Reti associative

  • Imprese sociali

  • Fondazioni del Terzo Settore

La proroga sull’applicazione dell’IVA riguarda in particolare le attività considerate di interesse generale, come assistenza sociale, educazione, tutela dell’ambiente, sport dilettantistico e iniziative culturali.

Cosa cambia con la proroga al 2036

Il vantaggio principale consiste nella possibilità di continuare a svolgere attività istituzionali e commerciali marginali senza applicare l’IVA, evitando:

  • complicazioni contabili,

  • aumento dei costi dei servizi,

  • modifiche immediate ai sistemi gestionali.

Per molte associazioni, l’applicazione dell’IVA avrebbe comportato un notevole impatto economico, soprattutto per quelle realtà che operano con margini ridotti e risorse limitate. La proroga permette quindi di mantenere inalterato il regime attuale, garantendo continuità giuridica e finanziaria.

Requisiti per continuare a usufruire dell’agevolazione

Per poter beneficiare della proroga, gli enti devono:

  • essere regolarmente iscritti al RUNTS, il Registro Unico del Terzo Settore;

  • rispettare le norme del Codice del Terzo Settore su attività, trasparenza e rendicontazione;

  • svolgere le attività di interesse generale previste dalla normativa;

  • garantire il corretto controllo delle entrate e delle attività eventuali e accessorie.

Gli enti non ancora iscritti al RUNTS dovrebbero procedere quanto prima per non rischiare di perdere l’opportunità.

Scadenze e prossime tappe

La nuova proroga si estende fino al 2036, ma potrebbe essere aggiornata nel quadro delle future riforme fiscali dedicate al non profit. Le organizzazioni sono invitate a:

  • monitorare i prossimi decreti attuativi;

  • verificare la propria posizione nel RUNTS;

  • valutare l’impatto a lungo termine sui propri bilanci.

Un eventuale cambiamento dopo il 2036 potrebbe riportare l’obbligo generalizzato di applicazione dell’IVA; pertanto, una pianificazione intelligente è consigliata.

Cosa devono fare gli enti adesso

Gli enti del Terzo Settore possono:

  1. Mantenere il regime contabile attuale senza adeguamenti IVA.

  2. Aggiornare la propria documentazione interna, specificando la proroga nei rendiconti.

  3. Pianificare le attività 2025–2036 considerando la stabilità normativa.

  4. Continuare a monitorare eventuali nuove agevolazioni fiscali collegate al sociale.

Questa proroga rappresenta una significativa opportunità di continuità e sostenibilità per tutto il comparto.