Rateizzazione cartelle 2026: fino a 84 rate, quando servono i documenti e quando si decade

Riscossione e cartelle - 16 Ott 2026

Pubblicato il 16/10/2026

ℹ️ In breve: nel 2026 le cartelle fino a 120.000 euro si rateizzano fino a 84 rate mensili. Basta dichiarare la difficoltà, anche online. Con l’ISEE e la difficoltà documentata si può arrivare fino a 120 rate secondo il calcolo. Dal 2027 la semplice richiesta sale a 96 rate. Con 8 rate non pagate si decade e quei debiti non si rateizzano più.

La rateizzazione delle cartelle nel 2026 arriva fino a 84 rate mensili, cioè sette anni, per debiti fino a 120.000 euro, con una semplice dichiarazione di difficoltà. Lo prevede l’articolo 19 del DPR 602/1973, modificato dal decreto legislativo 110/2024, come spiega l’Agenzia delle entrate-Riscossione nella pagina sulla rateizzazione dal 1° gennaio 2025. Prima il limite era di 72 rate.

Le regole valgono per le richieste presentate dal 2025 e cambiano ancora: dal 2027 la semplice richiesta arriva a 96 rate. Chi ha cartelle da pagare e valuta quando chiedere la dilazione deve sapere tre cose: quante rate può ottenere, cosa succede a fermi e pignoramenti, e quando si perde il piano.

Rateizzazione cartelle 2026: quante rate si possono avere

Il numero di rate dipende dall’importo di ciascuna richiesta e dall’anno in cui la si presenta. La soglia dei 120.000 euro vale per ogni singola richiesta.

Rateizzazione delle cartelle: rate massime per anno della richiesta
Richiesta presentata Fino a 120.000 euro, semplice richiesta Fino a 120.000 euro, difficoltà documentata Oltre 120.000 euro
2025 e 2026 fino a 84 rate da 85 a 120 rate fino a 120 rate, sempre con documenti
2027 e 2028 fino a 96 rate da 97 a 120 rate fino a 120 rate, sempre con documenti
dal 1° gennaio 2029 fino a 108 rate da 109 a 120 rate fino a 120 rate, sempre con documenti

La rata non può essere inferiore a 50 euro. Su richiesta, le rate possono crescere di anno in anno invece di restare costanti. Nella rata ci sono il debito residuo, gli interessi di mora già maturati, gli interessi di rateizzazione e, solo per i carichi affidati fino al 2021, l’aggio. Le spese di notifica ed eventuali spese esecutive vanno tutte sulla prima rata.

Esempio (nostro calcolo). Cartelle per 10.000 euro, richiesta su semplice dichiarazione nel 2026, 84 rate.
Quota di debito per rata: 10.000 ÷ 84 = circa 119 euro al mese.
A questa si aggiungono gli interessi di rateizzazione. L’importo esatto è nel piano di ammortamento che l’Agenzia invia con l’accoglimento.

Rateizzazione cartelle 2026: semplice richiesta o difficoltà documentata

Fino a 120.000 euro e 84 rate basta dichiarare di essere in una «temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria». Non servono documenti. Per avere più rate, o per debiti sopra i 120.000 euro, la difficoltà va documentata con i criteri del decreto del Viceministro dell’Economia del 27 dicembre 2024.

Per le persone fisiche e le ditte individuali in regime semplificato il documento è l’ISEE. La guida AdER sulla rateizzazione documentata spiega il calcolo: il debito, compreso il residuo di altri piani in corso, si divide per l’ISEE mensile e si moltiplica per un coefficiente di tabella. Il risultato è il numero massimo di rate. L’Agenzia mette a disposizione un simulatore sul proprio sito.

C’è una salvaguardia utile. Fino a 120.000 euro, se dai documenti risulta un numero di rate più basso, l’Agenzia concede comunque il massimo della semplice richiesta: 84 rate per le domande del 2026. Se l’unica casa, o l’unico studio o sede d’impresa, è totalmente inagibile per calamità o altro evento eccezionale, basta il certificato del Comune rilasciato da non più di sei mesi: la dilazione è di 120 rate, salvo che se ne chiedano meno.

Come si presenta la domanda di rateizzazione

  • Online, per la semplice richiesta: con il servizio «Rateizza adesso» nell’area riservata del sito di AdER o nell’app Equiclick, con SPID, CIE o CNS. Il servizio può usarlo anche una persona di fiducia o un intermediario delegato, come un commercialista, un consulente del lavoro, un’associazione di categoria o un CAF.
  • Con il modello RS, via PEC all’indirizzo indicato sul modello o allo sportello.
  • Per la richiesta documentata: modello RDF per persone fisiche e ditte individuali in regime semplificato, RDG per gli altri soggetti, con i documenti, via PEC o allo sportello.

Se mancano i presupposti, prima del diniego arriva un preavviso: ci sono 10 giorni per rispondere. Con l’accoglimento arrivano il piano e i moduli pagoPA per le prime 12 rate. La prima rata scade non prima di 8 giorni lavorativi dall’accoglimento.

Cosa succede a fermi, ipoteche e pignoramenti

Già dalla domanda l’Agenzia non può avviare nuovi fermi, ipoteche o pignoramenti sui debiti richiesti, salvo alcune eccezioni indicate nella guida. I fermi e le ipoteche già iscritti, però, restano. I pignoramenti in corso proseguono fino al pagamento della prima rata.

Con il pagamento della prima rata cambiano due cose. Il fermo dell’auto viene sospeso, se tutti i debiti del fermo sono nella domanda: si può circolare, ma non vendere o rottamare il veicolo. I pignoramenti in corso si estinguono, salvo i casi in cui la procedura è già troppo avanti: incanto con esito positivo, istanza di assegnazione, dichiarazione positiva del terzo o assegnazione già disposta. Per chi ha la pensione pignorata, i limiti sono spiegati nella nostra guida al pignoramento della pensione 2026.

L’errore da evitare: saltare le rate e perdere il piano

Per le richieste presentate dopo il 15 luglio 2022 si decade con 8 rate non pagate, anche non consecutive. Se tra le rate non pagate c’è l’ultima, ne bastano meno. Con la decadenza il debito torna da pagare in un’unica soluzione e l’Agenzia può riprendere subito le azioni di recupero.

La conseguenza più pesante è un’altra: quei debiti non si possono più rateizzare. La decadenza non impedisce invece di rateizzare debiti diversi. Prima di chiedere un piano lungo conviene quindi scegliere una rata sostenibile per tutti gli anni.

Non tutto si può rateizzare: sono esclusi, per esempio, i debiti di piani decaduti, alcuni debiti per legge non dilazionabili e i crediti degli enti che gestiscono da sé la rateizzazione. Per le cartelle che rientrano nelle definizioni agevolate valgono regole proprie: le trovi nelle nostre guide sulla rottamazione delle cartelle 2026 e sulla prescrizione delle cartelle.

FAQ — rateizzazione cartelle 2026

Domande frequenti sulla dilazione con Agenzia delle entrate-Riscossione

Quante rate posso avere per una cartella nel 2026?
Fino a 84 rate mensili per debiti fino a 120.000 euro, con una semplice dichiarazione di difficoltà. Con difficoltà documentata da 85 a 120 rate. Oltre 120.000 euro servono sempre i documenti, fino a 120 rate.

Dal 2027 le rate aumentano?
Sì, per le richieste presentate nel 2027 e nel 2028 la semplice richiesta arriva a 96 rate. Dal 1° gennaio 2029 a 108.

Qual è la rata minima?
50 euro. Su richiesta le rate possono essere crescenti di anno in anno.

Serve l’ISEE per rateizzare le cartelle?
Solo per la richiesta documentata delle persone fisiche e delle ditte individuali in regime semplificato. Per la semplice richiesta fino a 120.000 euro e 84 rate basta la dichiarazione.

Con la rateizzazione si blocca il pignoramento?
Dalla domanda l’Agenzia non avvia nuovi pignoramenti, salvo eccezioni. Quelli in corso si estinguono con il pagamento della prima rata, se la procedura non è già arrivata all’assegnazione o a una fase equivalente.

Posso usare l’auto con il fermo amministrativo?
Dopo il pagamento della prima rata il fermo viene sospeso, se tutti i debiti del fermo sono nella rateizzazione. Si può circolare, ma non vendere né rottamare il veicolo.

Quante rate non pagate fanno decadere il piano?
Per le richieste dopo il 15 luglio 2022, 8 rate anche non consecutive, o meno se tra queste c’è l’ultima. Dopo la decadenza quei debiti non si possono più rateizzare.

Chi può presentare la domanda per me?
Una persona di fiducia o un intermediario delegato, come un commercialista, un consulente del lavoro, un’associazione di categoria o un CAF, con il servizio «Rateizza adesso».