Bonus ristrutturazioni 730 2026: aliquote, rate e documenti

730, Bonus - 21 Mag 2026

Aggiornato al 21 maggio 2026 con le aliquote corrette per le spese 2025-2026, la distinzione tra abitazione principale e altri immobili, le regole sul Quadro E del modello 730 e i documenti da conservare per i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Il bonus ristrutturazioni 730 2026 consente di recuperare in dichiarazione le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio e le rate residue di lavori effettuati negli anni precedenti. La compilazione richiede attenzione perché aliquota, numero della rata, dati catastali e documenti di pagamento devono essere coerenti con l’anno della spesa e con il tipo di immobile. Per le spese sostenute negli anni 2025 e 2026, l’Agenzia delle Entrate conferma la detrazione del 50% nel limite di 96.000 euro per interventi sull’abitazione principale sostenuti da proprietari o titolari di diritto reale di godimento, mentre negli altri casi la detrazione è del 36%, sempre su un massimo di 96.000 euro. In questa guida CAF vediamo chi può detrarre, come compilare il Quadro E, quali documenti servono e quali errori evitare.

Bonus ristrutturazioni 730 2026: cosa si indica in dichiarazione

Nel modello 730/2026 si indicano le spese sostenute nel 2025 e le rate residue relative a spese sostenute negli anni precedenti. Questo significa che il contribuente deve distinguere tra nuove spese, prime rate e quote successive già avviate negli anni passati.

La regola non è uguale per tutti gli anni. Le rate residue mantengono le condizioni applicabili nell’anno in cui la spesa è stata sostenuta. Per esempio, una spesa del 2021 continua a essere portata in detrazione secondo la ripartizione originaria e con il numero di rata corretto. Invece, per le spese sostenute nel 2025, bisogna applicare le aliquote previste per quell’anno.

La pagina dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie riepiloga le percentuali e i limiti applicabili. Inoltre, la guida ufficiale Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali aggiornata a febbraio 2026 fornisce il quadro operativo per contribuenti e intermediari.

Chi ha diritto alla detrazione nel 730/2026

La detrazione spetta ai contribuenti soggetti all’IRPEF che possiedono o detengono l’immobile oggetto degli interventi e che hanno sostenuto effettivamente la spesa. Non ne beneficiano solo i proprietari: possono accedere al bonus anche nudi proprietari, usufruttuari, titolari di diritti reali di godimento, locatari, comodatari e familiari conviventi, se rispettano le condizioni previste.

Il requisito pratico fondamentale è che il contribuente che porta la spesa in detrazione sia intestatario delle fatture e dei bonifici, oppure risulti chiaramente tra i soggetti che hanno sostenuto la spesa. In caso di comproprietà, convivenza o spese sostenute da familiari, la documentazione deve essere particolarmente chiara.

Per le singole unità immobiliari, danno diritto alla detrazione gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e altri interventi ammessi dall’articolo 16-bis del TUIR. La manutenzione ordinaria su singole unità, come semplice tinteggiatura o sostituzione di pavimenti senza opere più ampie, di norma non è agevolabile. La manutenzione ordinaria è invece agevolabile sulle parti comuni condominiali, secondo le regole previste.

Aliquote 2026: quando spetta il 50% e quando il 36%

Il punto più delicato dell’aggiornamento riguarda le aliquote. Non è corretto dire che nel 2026 il bonus ristrutturazioni è sempre al 50%. La percentuale dipende dal tipo di immobile e dal soggetto che sostiene la spesa.

Per le spese sostenute negli anni 2025 e 2026, la detrazione è pari al 50% se l’intervento riguarda l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di diritto reale di godimento. Negli altri casi in cui l’agevolazione è ammessa, la detrazione è pari al 36%. Il limite massimo di spesa resta pari a 96.000 euro per unità immobiliare.

Spesa sostenuta Aliquota Limite di spesa Quando si applica
Spese 2025-2026 50% 96.000 euro Abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale
Spese 2025-2026 36% 96.000 euro Altri casi ammessi, ad esempio seconde case o immobili non abitazione principale
Spese 2027 36% o 30% 96.000 euro 36% per abitazione principale; 30% negli altri casi
Spese dal 2028 30% 48.000 euro Regola ordinaria salvo nuove modifiche normative

Questa distinzione è importante anche per il 730. Se nel modello vengono indicate spese sostenute nel 2025, il CAF deve verificare se l’immobile era abitazione principale e se il soggetto che ha pagato rientra tra quelli ammessi al 50%. In mancanza di questi requisiti, l’aliquota corretta può essere il 36%.

Ripartizione in 10 rate: come gestire le quote residue

La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è generalmente ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Nel 730/2026 il contribuente deve indicare sia le spese nuove sostenute nel 2025 sia le rate residue di interventi realizzati negli anni precedenti.

Il numero della rata è uno degli errori più frequenti. Se nel 2025 è stata sostenuta la spesa, nel 730/2026 si indica la prima rata. Se invece la spesa risale al 2024, nel 730/2026 si indica la seconda rata. Per lavori del 2021, ad esempio, il contribuente potrebbe trovarsi a indicare la quinta rata, salvo casi particolari.

Bisogna prestare attenzione anche alla capienza fiscale. La detrazione riduce l’IRPEF dovuta, ma se l’imposta lorda non è sufficiente ad assorbire la quota annuale, la parte non utilizzata non viene rimborsata e non può essere recuperata negli anni successivi. Prima di sostenere spese elevate, è quindi utile valutare la propria situazione fiscale.

Bonifico parlante: quando è obbligatorio

Per non perdere il diritto al bonus ristrutturazioni 730 2026, il pagamento dei lavori deve essere effettuato con il cosiddetto bonifico parlante, cioè un bonifico bancario o postale specifico per le detrazioni edilizie.

Il bonifico deve contenere tre elementi essenziali: causale del versamento con riferimento alla norma agevolativa, codice fiscale del beneficiario della detrazione e codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve il pagamento. Su questi bonifici le banche e Poste applicano la ritenuta prevista dalla normativa.

Pagamenti effettuati con contanti, assegni o bonifici ordinari possono compromettere il diritto alla detrazione, salvo casi particolari come oneri di urbanizzazione, diritti di segreteria o altri pagamenti per i quali non è materialmente possibile usare il bonifico parlante.

Documenti da conservare per i controlli

Il contribuente deve conservare tutta la documentazione che dimostra il diritto alla detrazione. Non basta indicare la spesa nel modello 730: in caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può chiedere fatture, bonifici, abilitazioni edilizie, dati catastali e ogni altro documento utile.

Documento Perché serve Errore da evitare
Fatture Dimostrano natura e importo dei lavori Fattura intestata a soggetto diverso da chi detrae senza annotazioni corrette
Bonifici parlanti Provano il pagamento agevolato Usare bonifico ordinario al posto di quello per detrazioni edilizie
CILA, SCIA o titolo edilizio Dimostrano la tipologia dell’intervento Non conservare la pratica edilizia o la dichiarazione per edilizia libera
Dati catastali Identificano l’immobile nel Quadro E Foglio, particella o subalterno errati
Delibera condominiale e riparto Servono per lavori su parti comuni Indicare importi non coerenti con la certificazione dell’amministratore

Come compilare il Quadro E del modello 730/2026

Le spese per il recupero del patrimonio edilizio vanno indicate nel Quadro E del modello 730/2026, nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e misure antisismiche. Ogni intervento deve essere riportato con anno della spesa, tipologia, numero della rata e importo.

Nella sezione dedicata ai dati identificativi dell’immobile devono essere indicati i dati catastali: Comune, foglio, particella, subalterno e altri elementi richiesti. Questa parte è essenziale perché collega la detrazione all’immobile oggetto dei lavori.

Per i lavori condominiali, il contribuente deve usare la certificazione rilasciata dall’amministratore, che indica la quota imputabile al singolo condomino. In caso di interventi su immobile di proprietà esclusiva, invece, bisogna verificare fatture, bonifici e dati catastali del singolo immobile.

Le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate sono il riferimento per la corretta indicazione dei righi e dei dati richiesti.

Vendita dell’immobile, eredi e trasferimento delle rate

Se l’immobile viene venduto prima che siano state utilizzate tutte le dieci rate, la detrazione residua si trasferisce di norma all’acquirente persona fisica, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di vendita. Per questo motivo è importante controllare sempre cosa prevede il rogito.

In caso di decesso del beneficiario, le rate residue possono trasferirsi all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene. Se l’erede non ha questa detenzione, il diritto alla detrazione può venire meno.

Queste regole devono essere valutate con attenzione quando l’immobile è stato venduto, donato, ereditato o oggetto di successione. In caso di dubbi collegati a immobili ereditati, può essere utile leggere anche Successione 2026: dichiarazione, voltura e documenti.

Bonus mobili collegato alla ristrutturazione

Il bonus mobili è una detrazione distinta ma collegata agli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per il 2026 la detrazione resta pari al 50%, con limite di spesa di 5.000 euro, se sono rispettate le condizioni previste dalla normativa.

A differenza dei lavori edilizi, per il bonus mobili sono ammessi anche pagamenti con carta di credito o debito, purché siano tracciabili e correttamente documentati. Non sono invece validi assegni bancari, contanti o altri mezzi non ammessi.

Per approfondire, consulta la guida Bonus mobili 730 2026: limiti di spesa e documenti.

CAF Informa: assistenza specialistica per il 730

Gestire fatture, bonifici, rate, dati catastali e interventi effettuati in anni diversi può essere complesso. Un errore nel numero della rata, nell’aliquota o nei dati dell’immobile può generare controlli e rallentare il rimborso.

Gli operatori CAF verificano la documentazione, controllano la corretta intestazione di fatture e bonifici, distinguono spese nuove e rate residue e inseriscono correttamente i dati nel Quadro E. L’assistenza è particolarmente utile quando ci sono lavori condominiali, immobili ereditati, comproprietà, vendita dell’immobile o più interventi effettuati nello stesso anno.

Prenota il tuo appuntamento consultando la pagina degli sportelli CAF. Per altri approfondimenti fiscali, puoi leggere anche Spese mediche 730 2026 e Bonus casa 2026: aliquote e lavori ammessi.

FAQ — Bonus ristrutturazioni 730 2026

Bonus ristrutturazioni 730 2026: domande frequenti su aliquote, rate e documenti

Il bonus ristrutturazioni 2026 è sempre al 50%?
No. Per le spese 2025-2026 il 50% spetta per interventi sull’abitazione principale sostenuti dal proprietario o titolare di diritto reale di godimento. Negli altri casi ammessi la detrazione è del 36%, sempre con limite di 96.000 euro.

Nel 730/2026 quali spese si indicano?
Nel modello 730/2026 si indicano le spese sostenute nel 2025 e le rate residue relative a interventi effettuati negli anni precedenti. Ogni spesa deve essere indicata con anno, rata, importo e dati dell’immobile.

Posso detrarre i lavori pagati con carta di credito?
Per il bonus ristrutturazioni il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale parlante, salvo casi particolari. La carta di credito è invece ammessa per il bonus mobili, se il pagamento è tracciabile.

Cosa succede se il bonifico è sbagliato?
Un errore nel bonifico può compromettere la detrazione. In alcuni casi, se l’impresa rilascia una dichiarazione di corretta contabilizzazione delle somme, il beneficio può essere riconosciuto, ma è sempre meglio verificare prima con il CAF.

I dati catastali sono obbligatori?
Sì, per gli interventi su immobili di proprietà o detenuti dal contribuente devono essere indicati i dati catastali richiesti nel Quadro E. Errori su foglio, particella o subalterno possono generare controlli.

Il box auto pertinenziale rientra nel bonus?
Sì, le spese per la realizzazione o l’acquisto di box o posti auto pertinenziali possono rientrare nel bonus, se sono rispettate le condizioni previste e se la ditta rilascia l’attestazione dei costi di realizzazione.