Ravvedimento dopo il 20 agosto: come sanare F24, IMU e rate saltate
Fisco - 21 Ago 2026
Pubblicato il 21/08/2026
ℹ️ In breve: se un versamento scaduto il 20 agosto 2026 non è stato eseguito, dal giorno successivo può essere regolarizzato con ravvedimento quando ne ricorrono le condizioni. Si versano il tributo dovuto, la sanzione ridotta e gli interessi legali all’1,60%, calcolati giorno per giorno.
Il 20 agosto 2026 è stato l’ultimo giorno, tra l’altro, per diversi versamenti risultanti dalle dichiarazioni e per saldo e primo acconto dei contribuenti ISA, dei forfetari e dei soggetti in regime di vantaggio ammessi alla finestra con maggiorazione dello 0,80%, come riepiloga l’Agenzia delle Entrate nel calendario 2026. Se l’importo che doveva essere pagato entro quella data è rimasto in tutto o in parte insoluto, dal 21 agosto il problema non è più scegliere una diversa finestra ordinaria: bisogna verificare se e come utilizzare il ravvedimento operoso.
Per le violazioni commesse nel 2026 il riferimento da usare è il nuovo Testo unico delle sanzioni tributarie, applicabile dal 1° gennaio 2026. L’articolo 14 del D.Lgs. 173/2024 disciplina le riduzioni del ravvedimento, mentre l’articolo 38 fissa al 25% la sanzione ordinaria per i tardivi od omessi versamenti, ridotta alla metà se il ritardo non supera 90 giorni.
Al tributo e alla sanzione ridotta vanno aggiunti gli interessi legali, che maturano giorno per giorno. Il decreto MEF del 10 dicembre 2025 ha fissato il tasso legale per il 2026 all’1,60% annuo. Prima di calcolare il ravvedimento conviene però ricostruire esattamente quale debito era scaduto: imposta, rata, IMU o altra voce. Per il quadro delle scadenze che hanno interessato agosto puoi consultare anche la guida CAF Informa sulle scadenze fiscali di agosto 2026.
Dopo il 20 agosto, cosa cambia dal primo giorno di ritardo
Il ravvedimento consente di correggere spontaneamente un omesso o insufficiente versamento pagando ciò che manca insieme a una sanzione ridotta e agli interessi. La riduzione dipende dal momento in cui la violazione viene regolarizzata. Per un normale pagamento mancato, l’articolo 14 prevede la sanzione ridotta a un decimo del minimo entro 30 giorni e a un nono entro 90 giorni.
La percentuale finale, però, non si ottiene applicando direttamente “un decimo” o “un nono” all’imposta. Prima bisogna determinare la sanzione di partenza prevista dall’articolo 38. Nel 2026 questa è pari al 25% dell’importo non versato; per i ritardi entro 90 giorni scende al 12,5%. Nei primi 15 giorni il 12,5% viene ulteriormente ridotto a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. Solo dopo questo passaggio si applica la riduzione propria del ravvedimento.
Per questo le percentuali che si incontrano in vecchie guide basate sul precedente impianto sanzionatorio possono non essere più quelle corrette per una violazione commessa nel 2026. Il calcolo va fatto sulla disciplina vigente nell’anno della violazione, non copiando una tabella riferita a esercizi precedenti.
Le sanzioni ridotte nei primi 90 giorni
| Ritardo | Sanzione di base rilevante | Riduzione ravvedimento | Sanzione ridotta |
|---|---|---|---|
| Da 1 a 15 giorni | 12,5% × giorni / 15 | 1/10 | circa 0,0833% per giorno |
| Da 16 a 30 giorni | 12,5% | 1/10 | 1,25% |
| Da 31 a 90 giorni | 12,5% | 1/9 | circa 1,3889% |
| Oltre 90 giorni, entro il termine previsto dall’art. 14, comma 1, lett. c) | 25% | 1/8 | 3,125% |
| Oltre il termine della lett. c), prima di specifici eventi di controllo | 25% | 1/7 | circa 3,5714% |
Per la fascia oltre 90 giorni il termine va letto con attenzione. L’articolo 14, lettera c), richiama il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione; quando non è prevista una dichiarazione periodica, usa invece il limite di un anno dall’omissione o dall’errore. Gli ulteriori abbattimenti previsti dopo particolari atti o attività di controllo appartengono a fattispecie diverse dal semplice ravvedimento spontaneo effettuato subito dopo una scadenza.
F24 non pagato: non si ravvede il modello, ma il tributo dovuto
Dire “ho saltato l’F24” è utile nel linguaggio comune, ma fiscalmente manca un’informazione decisiva. L’F24 è lo strumento con cui si eseguono molti versamenti; la violazione riguarda il tributo o la frazione di tributo non pagata. È quindi necessario ricostruire il codice tributo, l’anno o periodo di riferimento, l’importo originariamente dovuto e la data effettiva di scadenza.
Questa distinzione evita errori nella compilazione. IRPEF, imposte sostitutive, IVA, addizionali e tributi locali non utilizzano necessariamente gli stessi codici per imposta, sanzione e interessi. La guida CAF Informa sul modello F24 spiega le principali sezioni del modello; per un ravvedimento concreto, però, i codici devono essere verificati nella banca dati dell’Agenzia delle Entrate e in relazione al tributo specifico.
Esempio: 1.000 euro pagati cinque giorni dopo il 20 agosto
Esempio ipotetico. Supponiamo che il contribuente dovesse versare il 20 agosto un importo complessivo già correttamente determinato di 1.000 euro e che regolarizzi il 25 agosto, quindi con cinque giorni di ritardo. Nei primi 15 giorni la sanzione ridotta del ravvedimento è circa lo 0,0833% per ciascun giorno.
Debito scaduto: 1.000,00 €
Sanzione: 1.000 € × 0,0833% × 5 ≈ 4,17 €
Interessi legali: 1.000 € × 1,60% × 5 / 365 ≈ 0,22 €
Totale teorico da regolarizzare: circa 1.004,39 €
L’esempio serve a mostrare il meccanismo e non sostituisce la compilazione del singolo F24. La sanzione e gli interessi possono richiedere codici diversi a seconda del tributo; inoltre l’importo originario deve essere quello effettivamente dovuto alla scadenza, comprese le componenti che la normativa prevedeva già per quella specifica rata o finestra di pagamento.
Rata saltata: quando il ravvedimento riguarda la singola scadenza
Una rata di imposte risultanti dalla dichiarazione è, in linea generale, una frazione del tributo da versare alla propria scadenza. L’articolo 38 del Testo unico contempla espressamente anche il mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione. Se salti una rata ordinaria pagabile con F24, il ravvedimento va quindi valutato partendo dalla data di scadenza di quella rata e dalla parte rimasta insoluta.
Occorre però separare gli interessi della rateazione dagli interessi del ravvedimento. I primi fanno parte del piano originario e dipendono dalle regole con cui il debito è stato rateizzato; i secondi maturano sul ritardo al tasso legale. Il fatto che una rata sia stata pagata tardi non autorizza a cancellare o ricalcolare autonomamente le rate successive: il piano ordinario va ricostruito mantenendo le relative scadenze, salvo che la disciplina specifica preveda diversamente.
La parola “rata”, soprattutto, non identifica sempre la stessa situazione. Una rata di saldo e acconto da dichiarazione non è la stessa cosa di una rata contenuta in una comunicazione di irregolarità, in una cartella di pagamento o in una definizione agevolata. Per esempio, l’Agenzia delle Entrate dedica regole specifiche alle comunicazioni di irregolarità, comprese ipotesi di lieve inadempimento e termini propri per evitare la decadenza. Prima di applicare una percentuale generica bisogna quindi identificare il tipo di piano.
IMU in ritardo: la logica è la stessa, ma cambia la compilazione
L’IMU è un tributo locale e il suo versamento con F24 utilizza la sezione “IMU e altri tributi locali”. Se l’acconto 2026 del 16 giugno è rimasto non pagato o è stato versato solo in parte, il ravvedimento può essere utilizzato quando ne ricorrono i presupposti. Per evitare di duplicare il calcolo dell’imposta, CAF Informa ha già una guida dedicata all’acconto IMU 2026 e alla compilazione dell’F24 e una guida generale su calcolo, esenzioni e scadenze IMU 2026.
Nel ravvedimento IMU è importante non limitarsi al calcolo della sanzione. Bisogna verificare il codice catastale del Comune, il codice tributo relativo all’immobile, l’anno di riferimento e le caselle richieste dal modello. Nella pagina ufficiale dell’Agenzia dedicata, per esempio, al codice IMU 3918 per gli altri fabbricati è prevista espressamente la casella “Ravv.”.
Casella “Ravv.” e codice tributo non sono dettagli formali
Un importo corretto associato al Comune, anno o codice tributo sbagliato può generare disallineamenti. Prima di ravvedere un’IMU è quindi opportuno ricontrollare anche il calcolo originario: aliquota, mesi e quota di possesso, eventuali riduzioni e classificazione dell’immobile. Se il ritardo deriva da un errore nel debito iniziale, limitarsi ad aggiungere una sanzione alla cifra precedente rischia di replicare l’errore.
Per l’IMU, inoltre, il Comune resta l’ente impositore. Eventuali procedure locali per rettificare errori di versamento o imputazione vanno verificate con l’ente competente, soprattutto quando il pagamento è stato effettuato al Comune sbagliato o con dati identificativi non corretti.
Quando la tabella del ravvedimento non va applicata automaticamente
La tabella di questo articolo è pensata per il classico tardivo od omesso versamento spontaneo. Non deve essere trasformata in una formula universale. Ci sono almeno tre situazioni in cui serve una verifica separata.
La prima è il modello F24 a saldo zero: se il modello doveva essere presentato per esporre compensazioni ma non è stato trasmesso, la violazione non coincide con un tributo rimasto semplicemente non pagato. Le percentuali del tardivo versamento non possono quindi essere applicate meccanicamente.
La seconda riguarda avvisi, comunicazioni, cartelle e piani speciali. Una comunicazione di irregolarità ha termini, sanzioni e regole sulla rateizzazione proprie; una cartella o una definizione agevolata segue ancora un’altra disciplina. La terza riguarda le situazioni in cui sono già intervenuti atti o attività di controllo che incidono sulla possibilità o sulla misura del ravvedimento. L’articolo 14 contiene regole specifiche anche per queste fasi: prima di versare è necessario verificare lo stato effettivo della posizione.
Checklist prima di inviare un F24 di ravvedimento
- Identifica il debito: non partire dal solo modello F24, ma da imposta, rata o IMU effettivamente scaduta.
- Ricostruisci la scadenza: i giorni di ritardo partono dal termine proprio del versamento che non è stato rispettato.
- Calcola la sanzione con le regole 2026: usa il Testo unico vigente e la fascia temporale corretta.
- Aggiungi gli interessi legali: nel 2026 il tasso è 1,60% annuo, con maturazione giorno per giorno.
- Verifica i codici tributo: imposta, sanzione e interessi non seguono una codifica unica per tutti i tributi.
- Controlla se è davvero una rata ordinaria: avvisi bonari, cartelle e definizioni agevolate possono avere regole proprie.
- Per l’IMU ricontrolla Comune e immobile: codice catastale, anno, codice tributo e casella “Ravv.” devono essere coerenti.
- Conserva la ricevuta: insieme al prospetto di calcolo permette di ricostruire come è stata effettuata la regolarizzazione.
Agire presto riduce il costo, ma la velocità non deve sostituire il controllo. Un ravvedimento eseguito con una percentuale corretta ma su un tributo, un anno o un codice sbagliato può non chiudere la posizione. Se devi ricostruire un F24, una rata o un’IMU non versata, puoi rivolgerti agli sportelli CAF con la dichiarazione, gli F24 già pagati, il piano rateale e gli eventuali atti ricevuti.
FAQ — Ravvedimento dopo il 20 agosto 2026
Domande frequenti su F24, IMU e rate pagate in ritardo
Posso pagare il 21 agosto un F24 scaduto il 20 senza ravvedimento?
Se il versamento era effettivamente dovuto il 20 agosto e viene eseguito dopo la scadenza, va verificata la regolarizzazione del tardivo pagamento. Il ravvedimento, quando applicabile, richiede tributo, sanzione ridotta e interessi legali.
Quanto costa un solo giorno di ritardo nel 2026?
Per un normale omesso versamento regolarizzato nei primi 15 giorni, la sanzione ridotta è circa lo 0,0833% dell’importo non versato per ciascun giorno di ritardo, oltre agli interessi legali.
Qual è il tasso degli interessi per il ravvedimento nel 2026?
Il tasso legale è pari all’1,60% annuo dal 1° gennaio 2026. Gli interessi del ravvedimento maturano giorno per giorno sul tributo dovuto.
Se ho dimenticato un F24 devo ravvedere tutto il modello?
No. Bisogna identificare i singoli tributi o rate rimasti non pagati e applicare a ciascuno le regole, i codici e i periodi di riferimento corretti.
Posso ravvedere l’acconto IMU 2026 non pagato?
In presenza dei presupposti sì. Prima va ricalcolata l’IMU dovuta e poi vanno aggiunti sanzione e interessi, compilando correttamente la sezione “IMU e altri tributi locali” e la casella “Ravv.”.
Una rata saltata si può sempre pagare con il ravvedimento?
Non sempre con le stesse regole. Una rata ordinaria di imposte autoliquidate è diversa da una rata di avviso bonario, cartella o definizione agevolata; prima bisogna identificare la natura del piano.
La stessa tabella vale per un F24 a saldo zero non presentato?
No. L’omessa o tardiva presentazione di un F24 a saldo zero è una violazione diversa dal semplice tardivo pagamento di un tributo e richiede una verifica specifica.
Quando è meglio rivolgersi a un CAF prima di pagare?
Quando non è chiaro quale rata sia saltata, esistono più codici tributo, il debito riguarda IMU o compensazioni, oppure sono già arrivate comunicazioni o atti. In questi casi è utile ricostruire la posizione prima di trasmettere un nuovo F24.