Bonus casa 2026: aliquote, scadenze e detrazioni ancora attive

Bonus Casa - 29 Giu 2026

Pubblicato il 29/06/2026

Il bonus casa 2026 e’ ancora attivo e pienamente operativo. La Legge n. 207/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha prorogato le principali detrazioni per i lavori edilizi, confermando il sistema a doppia aliquota gia’ in vigore nel 2025: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, con un massimale di spesa di 96.000 euro per unita’ immobiliare. Come chiarisce la scheda ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie, restano attivi il Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus, il Sismabonus e il Bonus Mobili. Escono invece di scena il Superbonus e il bonus barriere architettoniche al 75%. Ecco tutto quello che devi sapere per non perdere neanche un euro di detrazione.

Bonus casa 2026: il quadro normativo aggiornato

Il riferimento normativo centrale e’ l’articolo 16-bis del TUIR (DPR 917/1986), integrato dalle disposizioni della Legge di Bilancio 2026. La norma generale del TUIR prevedeva un’aliquota del 30% a decorrere dal 2025, ma la Legge di Bilancio 2026 ha espressamente mantenuto le aliquote del 2025 anche per il 2026, spostando il calo programmato al 2027.

Il sistema attuale e’ chiaro: due sole aliquote, nessuna frammentazione tra categorie di lavori. La distinzione che conta e’ una sola: l’immobile su cui si interviene e’ o non e’ l’abitazione principale del contribuente.

Rientra nella nozione di abitazione principale non solo la dimora abituale del contribuente, ma anche quella di un familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado). Il trasferimento della residenza dopo che la spesa e’ stata sostenuta non fa perdere, di norma, il diritto alla detrazione gia’ acquisita: il beneficio matura nel momento del pagamento e rimane in capo al contribuente per tutte le rate successive, salvo verifica del caso specifico.

Aliquote e massimali 2026: la tabella di sintesi

Tipologia immobile Aliquota 2026 Massimale di spesa Detrazione massima Rate
Abitazione principale (proprieta’ o diritto reale) 50% 96.000 € 48.000 € 10 annuali
Seconda casa, immobile locato, pertinenza non collegata 36% 96.000 € 34.560 € 10 annuali
Sismabonus (prima casa) 50% 96.000 € 48.000 € 5 annuali
Sismabonus (altri immobili) 36% 96.000 € 34.560 € 5 annuali
Bonus Mobili ed Elettrodomestici 50% 5.000 € 2.500 € 10 annuali

Il principio di cassa e’ determinante per i privati: l’aliquota applicabile e’ quella vigente nell’anno in cui viene effettuato il pagamento, non nell’anno in cui iniziano i lavori. Chi paga entro il 31 dicembre 2026 beneficia delle aliquote attuali; chi slitta al 2027 trovera’ un quadro meno favorevole. Per approfondire come inserire correttamente le rate nel modello fiscale, consulta la guida a Bonus ristrutturazioni 730 2026: aliquote, rate e documenti.

Esempio pratico: quanto si risparmia con il bonus casa al 50%

Contribuente con abitazione principale, spesa per ristrutturazione 20.000 euro nel 2026: detrazione totale spettante 10.000 euro (50%), ripartita in 10 rate annuali da 1.000 euro l’anno in deduzione IRPEF. Per lo stesso lavoro su una seconda casa (36%): detrazione totale 7.200 euro, rate annuali da 720 euro. La differenza tra le due aliquote vale 2.800 euro sull’intera vita della detrazione.

Quali interventi rientrano nel bonus casa 2026

Il Bonus Ristrutturazioni copre gli interventi di recupero del patrimonio edilizio previsti dall’articolo 16-bis del TUIR su singole unita’ immobiliari residenziali e sulle parti comuni di edifici residenziali. Rientrano nell’agevolazione, tra gli altri: la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, gli interventi per il risparmio energetico, l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, la realizzazione di recinzioni e opere esterne, nonche’ le spese di progettazione, direzione lavori, perizie e asseverazioni collegate.

Una novita’ strutturale entrata in vigore dal 2025 e confermata per il 2026 riguarda le caldaie a combustibili fossili: la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a gas e’ esclusa dall’agevolazione. Rimane invece agevolabile l’installazione di pompe di calore, di microcogeneratori e la sostituzione dei gruppi elettrogeni di emergenza con generatori a gas di ultima generazione.

Sono di norma esclusi dall’agevolazione gli edifici a destinazione produttiva, commerciale o direzionale, fatta eccezione per gli immobili residenziali usati promiscuamente per attivita’ professionali, per i quali si applicano regole di calcolo specifiche.

Ecobonus 2026: efficienza energetica con le stesse aliquote

L’Ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica segue nel 2026 lo stesso schema del Bonus Ristrutturazioni: 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili, con massimali differenziati in base alla tipologia di intervento. Tra gli interventi ammessi si trovano il miglioramento dell’isolamento termico dell’involucro (cappotto termico), la sostituzione degli infissi, l’installazione di pannelli solari termici e l’acquisto di pompe di calore.

Obbligo di comunicazione ENEA: come non perdere la detrazione

Chi effettua lavori di efficientamento energetico deve ricordarsi dell’obbligo di comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori: si tratta di un adempimento specifico dell’Ecobonus, distinto dal Bonus Ristrutturazioni, la cui omissione puo’ comportare la decadenza dall’agevolazione. La comunicazione avviene tramite il portale telematico ENEA, accessibile con le credenziali SPID o CIE.

Cosa non e’ piu’ attivo: Superbonus e bonus barriere architettoniche

Il 2026 segna la fine definitiva del Superbonus, la cui abrogazione era gia’ stata calendarizzata con la manovra precedente. Per chi ha ancora rate residue da detrarre nelle dichiarazioni future, il riferimento e’ la guida dedicata a Superbonus 730 2026: come detrarre le rate residue in dichiarazione.

Esce di scena anche il bonus barriere architettoniche al 75%, la cui efficacia era limitata alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2025. La Legge di Bilancio 2026 non ha previsto alcuna proroga. A partire da quest’anno, gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano nel perimetro del bonus casa unificato: 50% per le abitazioni principali e 36% per gli altri immobili, senza una disciplina agevolativa autonoma.

Il Bonus Mobili 2026: arredi ed elettrodomestici

Il Bonus Mobili e’ confermato per il 2026 con le medesime condizioni dell’anno precedente. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sull’acquisto di arredi (letti, armadi, tavoli, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica A o superiore — per i forni e’ sufficiente la classe A. Il tetto di spesa agevolabile e’ fissato a 5.000 euro per unita’ immobiliare, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Condizione imprescindibile: il Bonus Mobili e’ subordinato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sull’immobile a cui sono destinati i beni acquistati. In assenza di lavori edilizi qualificati, la detrazione non spetta, indipendentemente dal valore degli acquisti. Per conoscere tutte le regole sulla compilazione del 730, leggi Bonus mobili 2026 730: guida alla detrazione spese per arredi.

Scadenze bonus casa 2026: il calendario da tenere a portata di mano

Scadenza / Adempimento Data Note
Ultima data utile per pagare i lavori con aliquota 2026 31 dicembre 2026 Principio di cassa: conta la data del bonifico parlante
Comunicazione ENEA per Ecobonus Entro 90 giorni dalla fine lavori Tramite portale ENEA; obbligatoria per non perdere l’agevolazione
Presentazione modello 730 / Redditi PF 2026 30 settembre 2026 (730) — 31 ottobre 2026 (Redditi PF) Per dichiarare le rate delle spese sostenute nel 2025
Dal 2027: riduzione aliquote 1° gennaio 2027 36% prima casa, 30% altri immobili — salvo ulteriori proroghe legislative

La scadenza del 31 dicembre 2026 e’ il termine discriminante: chi ha in programma lavori di ristrutturazione farebbe bene a completare i pagamenti entro quella data per bloccare l’aliquota attuale. Come ricorda il calendario fiscale consultabile in Scadenze 730 2026: date, rimborsi e cosa fare adesso, e’ fondamentale rispettare anche i termini dichiarativi per le spese sostenute.

Chi puo’ accedere al bonus casa 2026

Possono beneficiare del Bonus Ristrutturazioni tutti i contribuenti soggetti all’IRPEF, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, purche’ abbiano un titolo idoneo sull’immobile: proprieta’, nuda proprieta’, usufrutto, uso, abitazione o comodato. Rientrano tra i soggetti ammessi anche i familiari conviventi con il proprietario o con il titolare del diritto reale, gli inquilini (per i lavori consentiti dal contratto) e i promissari acquirenti che abbiano gia’ preso possesso dell’immobile.

Come effettuare il pagamento: il bonifico parlante

Per fruire della detrazione e’ necessario effettuare i pagamenti tramite bonifico “parlante” (bancario o postale), che deve riportare obbligatoriamente: causale del versamento con riferimento alla norma agevolativa (art. 16-bis TUIR), codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori. I bonifici ordinari senza questi elementi non sono ammessi ai fini dell’agevolazione.

Per lavori di importo rilevante, e’ consigliabile farsi assistere sin dalla fase di progettazione da un professionista o rivolgersi all’assistenza gratuita del CAF UCI, che puo’ verificare la corretta documentazione e la compilazione del modello 730.

Limite detrazioni per redditi sopra 75.000 euro

Dal 2025 — e confermato per il 2026 — e’ entrato a regime il plafond complessivo alle detrazioni IRPEF per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro annui (articolo 16-ter del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025). Questo tetto non elimina la detrazione, ma la limita in base al reddito dichiarato e al numero di figli a carico. Chi ha un reddito elevato e ha sostenuto spese di ristrutturazione rilevanti deve verificare preventivamente se la capienza IRPEF e’ sufficiente per fruire per intero delle rate annuali. Maggiori dettagli si trovano nella guida agli Scaglioni IRPEF 2026: aliquote aggiornate, calcolo dell’imposta e novita’.

Bonus casa 2026 e 730: come detrarre le spese

Le spese per i lavori edilizi sostenute nel 2025 si detraggono nel modello 730/2026 o nel Modello Redditi PF 2026 al Quadro E, sezione III-A. Ogni detrazione e’ ripartita in 10 rate annuali di pari importo (5 per il Sismabonus). E’ fondamentale conservare ed esibire in caso di controllo: le fatture dei lavori, i bonifici parlanti, l’eventuale abilitazione comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), la documentazione ENEA per l’Ecobonus e la comunicazione preventiva all’ASL ove prevista.

Per la guida completa alla compilazione, consulta Modello 730 2026 novita’: guida alle spese e detrazioni e, per le istruzioni su come trattare le rate del Superbonus ancora in corso, l’articolo su Superbonus 730 2026: come detrarre le rate residue in dichiarazione. Se hai anche interessi su un mutuo per ristrutturare, verifica le regole in Detrazioni mutuo 730 2026: calcolo interessi passivi e regole sulla prima casa. Per il quadro completo sugli immobili, consulta anche le guide su Calcolo IMU 2026, Bonus prima casa under 36 2026 e Cedolare secca 2026: aliquote e calcolo acconto.

Domande frequenti sul bonus casa 2026

Le risposte alle domande piu’ comuni

Il bonus casa 2026 e’ ancora attivo?
Si’. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 207/2025) ha prorogato il bonus con le stesse aliquote del 2025: 50% per l’abitazione principale e 36% per tutti gli altri immobili, fino al 31 dicembre 2026.

Cosa succede se l’immobile non e’ piu’ la mia abitazione principale dopo che ho sostenuto le spese?
Di norma non si perde la detrazione gia’ acquisita. Secondo la prassi consolidata dell’Agenzia delle Entrate, il diritto alla detrazione nasce nel momento del pagamento delle spese agevolabili. Il successivo trasferimento della residenza non comporta, di regola, la decadenza dal beneficio per le rate future; e’ comunque consigliabile verificare il caso specifico con un consulente.

Posso cumulare il Bonus Ristrutturazioni con il Sismabonus?
No, il Bonus Ristrutturazioni e il Sismabonus non sono cumulabili per lo stesso intervento. E’ possibile invece cumulare il Bonus Ristrutturazioni con il Bonus Mobili, a condizione che i beni acquistati siano destinati all’immobile oggetto dei lavori edilizi qualificati.

Il Bonus Mobili spetta anche per la seconda casa?
Si’. Il Bonus Mobili non fa distinzione tra prima e seconda casa sul fronte dell’aliquota (sempre al 50% su 5.000 euro di spesa). La condizione essenziale e’ che l’acquisto di arredi o elettrodomestici sia collegato a un intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sullo stesso immobile.

Posso detrarre le spese per una nuova caldaia a gas nel 2026?
No. Dal 1° gennaio 2025 la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili e’ esclusa sia dall’Ecobonus sia dal Bonus Ristrutturazioni. Restano invece agevolabili le pompe di calore e i microcogeneratori.

Il 2026 e’ davvero l’ultimo anno per il 50%?
Salvo ulteriori interventi normativi, si’. Dal 1° gennaio 2027 le aliquote dovrebbero scendere al 36% per l’abitazione principale e al 30% per tutti gli altri immobili. Completare i pagamenti entro il 31 dicembre 2026 e’ la finestra temporale da non perdere.