Detrazioni lavoro dipendente 2026: importi, formule e cuneo fiscale

Detrazioni FIscali - 7 Lug 2026

Pubblicato il 07/07/2026

Le detrazioni lavoro dipendente 2026 arrivano fino a 1.955 euro annui e riducono direttamente l’IRPEF in busta paga, senza che il lavoratore debba presentare alcuna domanda. Sono disciplinate dall’articolo 13 del TUIR, nella struttura introdotta dal D.Lgs. 216/2023 e confermata dalla Legge di Bilancio 2026. A queste si affianca il cuneo fiscale strutturale, reso permanente dalla manovra 2026, che vale fino a 1.000 euro aggiuntivi per i redditi tra 20.000 e 32.000 euro. Per la parte di detrazione non goduta in busta paga, il canale di recupero è il modello 730. In questa guida trovi importi, formule e esempi pratici di calcolo.

Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendente 2026

Le detrazioni per lavoro dipendente sono riduzioni dell’IRPEF lorda che spettano automaticamente a tutti i lavoratori subordinati. A differenza delle deduzioni, che abbattono il reddito imponibile, le detrazioni agiscono direttamente sull’imposta dovuta, aumentando il netto in busta paga.

Le detrazioni si calcolano sul reddito complessivo del contribuente, non solo sul reddito da lavoro. Concorrono a formare il reddito complessivo anche i canoni da locazione a cedolare secca e i redditi in regime forfettario: un dettaglio che spesso sfugge e può modificare l’importo effettivamente spettante. Il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, le applica mensilmente, senza alcuna domanda da parte del lavoratore per la detrazione base.

Chi ha diritto alle detrazioni lavoro dipendente 2026

Le detrazioni di cui all’art. 13, comma 1 del TUIR spettano ai lavoratori dipendenti con qualsiasi tipologia contrattuale — tempo indeterminato, tempo determinato, apprendistato, somministrazione — e ad alcune categorie di redditi assimilati:

  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
  • Percettori di borse di studio
  • Soci di cooperative di produzione e lavoro
  • Percettori di indennità di carica
  • Percettori di NASpI e indennità di cassa integrazione (CIG)

Le detrazioni non spettano ai pensionati (che seguono una disciplina separata all’art. 13, commi 3 e 4 del TUIR), ai lavoratori autonomi e ai titolari di partita IVA in regime forfettario. Si azzerano completamente per redditi complessivi superiori a 50.000 euro.

Per approfondire la tassazione complessiva a cui è soggetto il tuo reddito da lavoro, consulta la guida agli scaglioni IRPEF 2026 e alla guida al modello 730 2026 di CAF Informa.

Detrazioni lavoro dipendente 2026: importi e formule per fascia di reddito

La struttura prevista dall’art. 13 TUIR distingue quattro fasce di reddito complessivo. La tabella seguente riassume importi e formule aggiornate al 2026.

Fascia di reddito complessivo Formula / Importo Minimo garantito
Fino a 15.000 € 1.955 € (importo fisso) 690 € (t. det.) / 1.380 € (t. ind.)
Da 15.001 € a 28.000 € 1.910 + 1.190 × (28.000 – reddito) / 13.000 690 € (t. det.) / 1.380 € (t. ind.)
Da 28.001 € a 50.000 € 1.910 × (50.000 – reddito) / 22.000
Oltre 50.000 € Zero

Detrazione aggiuntiva di 65 euro: per i redditi complessivi tra 25.000 e 35.000 euro, la detrazione è aumentata di ulteriori 65 euro (comma 1-bis dell’art. 13 TUIR), rapportati al periodo di lavoro nell’anno.

Un dettaglio tecnico importante: nella fascia 15.001–28.000 euro la formula può produrre valori superiori a 1.955 euro per redditi appena sopra i 15.000 euro. Non è un errore del cedolino: la formula genera legittimamente importi più elevati in questa fascia intermedia.

Esempi pratici di calcolo

Reddito 14.000 €: chi ha lavorato tutti i 365 giorni riceve l’intera detrazione di 1.955 euro. Se ha lavorato solo 180 giorni su 365, la detrazione si proporziona: 1.955 × (180/365) ≈ 964 euro.

Reddito 22.000 €: fascia 15.001–28.000. Formula: 1.910 + 1.190 × (28.000 – 22.000) / 13.000 = 1.910 + 549 = 2.459 euro.

Reddito 35.000 €: fascia 28.001–50.000. Formula: 1.910 × (50.000 – 35.000) / 22.000 = 1.910 × 0,6818 ≈ 1.302 euro.

Il cuneo fiscale 2026: la misura aggiuntiva alle detrazioni

Dal 2026 il cuneo fiscale è strutturale (L. 199/2025) e si affianca — senza sostituirla — alla detrazione base dell’art. 13 TUIR. Funziona su due binari distinti in base al reddito.

Come funziona il cuneo fiscale per fascia di reddito

Per i redditi fino a 20.000 euro, il taglio si traduce in una somma esclusa dalla formazione del reddito (non concorre all’imponibile IRPEF né ai contributi INPS). Per i redditi tra 20.001 e 32.000 euro, spetta invece una detrazione aggiuntiva di 1.000 euro sull’IRPEF lorda, che si azzera progressivamente fino a 40.000 euro.

L’effetto combinato è rilevante: un lavoratore con RAL di 25.000 euro beneficia sia della detrazione da lavoro dipendente sia del cuneo fiscale, con una riduzione significativa dell’IRPEF in busta paga ogni mese. Per verificare l’impatto sulla propria situazione, consulta la guida al calcolo IRPEF 2026.

Come le detrazioni si rapportano ai giorni lavorati

La detrazione non è mai un importo fisso indipendente dall’anno di lavoro: va sempre ragguagliata al periodo di effettiva percezione del reddito, secondo regole fissate dall’art. 13, comma 1 TUIR:

  • Si contano i giorni con diritto alla retribuzione assoggettata a ritenuta (incluse festività e riposi settimanali)
  • Si escludono i giorni senza alcuna retribuzione (es. aspettativa non retribuita)
  • Il part-time (orizzontale, verticale o ciclico) non riduce i giorni utili
  • L’anno è sempre assunto come composto di 365 giorni

Chi ha avuto più rapporti di lavoro nello stesso anno deve prestare attenzione: se entrambi i datori hanno applicato la detrazione per intero, a fine anno può emergere un conguaglio a debito. In questo caso la presentazione del 730 è obbligatoria per regolarizzare la posizione. Per supporto nella compilazione, consulta anche la guida al 730 precompilato 2026.

Detrazioni per familiari a carico nel 2026

Oltre alla detrazione per tipo di reddito, i lavoratori dipendenti possono beneficiare di detrazioni aggiuntive per i familiari fiscalmente a carico.

Coniuge a carico: spetta se il coniuge (o parte di unione civile) ha reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro. La detrazione base è di 950 euro, modulata in base al reddito del richiedente e azzerata oltre gli 80.000 euro.

Figli a carico: dal 2022 le detrazioni IRPEF per figli spettano solo per quelli di età pari o superiore a 21 anni; per i figli più giovani il supporto è garantito dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS. Le detrazioni per figli si applicano fino ai 30 anni (senza limite anagrafico per i figli con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104).

Altri familiari a carico: dopo la Legge di Bilancio 2025, la detrazione per altri familiari spetta esclusivamente per gli ascendenti conviventi (genitori, nonni, bisnonni) con reddito non superiore a 2.840,51 euro. Sono esclusi fratelli, sorelle, generi, nuore e suoceri.

Importante: per ottenere le detrazioni per familiari a carico, il lavoratore deve presentare apposita dichiarazione al datore di lavoro. Non sono riconosciute automaticamente come la detrazione base.

Detrazioni lavoro dipendente 2026 per redditi alti: il tetto di spesa

La Legge di Bilancio 2026 introduce, per i redditi più elevati, due ulteriori limitazioni che si cumulano alle detrazioni per lavoro dipendente. Per i redditi complessivi superiori a 75.000 euro, viene introdotto un tetto massimo alle spese detraibili al 19% (sanitarie, mutuo, istruzione, sport), calcolato su un importo base modulato per fascia reddituale e un coefficiente correttivo legato al numero di figli a carico. Escluse dal tetto restano le spese sanitarie per patologie gravi e gli interessi su mutui accesi prima del 2025.

Per i redditi superiori a 200.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 applica un taglio forfettario di 440 euro sulle detrazioni spettanti, calcolato per neutralizzare il risparmio ottenuto dalla riduzione dell’aliquota IRPEF sul secondo scaglione (dal 35% al 33%). Queste limitazioni non toccano la detrazione base per lavoro dipendente, che però si azzera già oltre i 50.000 euro di reddito complessivo.

Come richiedere le detrazioni: busta paga e modello 730

La detrazione base per lavoro dipendente è applicata automaticamente dal datore di lavoro ogni mese in busta paga, senza alcuna richiesta da parte del lavoratore. È invece possibile chiedere al datore di non applicarla, utile in caso di più rapporti di lavoro contemporanei, per evitare conguagli a debito a fine anno.

La parte di detrazione non goduta in corso d’anno può essere recuperata in dichiarazione dei redditi, compilando il rigo RN7 colonna 1 del Modello Redditi PF 2026, oppure tramite il 730/2026. Consulta la guida completa alle scadenze 730 2026 per non perdere i termini.

Tipo di detrazione Modalità di riconoscimento Chi agisce
Detrazione base lavoro dipendente (art. 13 TUIR) Automatica in busta paga Datore di lavoro
Cuneo fiscale strutturale 2026 Automatico in busta paga Datore di lavoro
Detrazioni familiari a carico Su domanda del lavoratore Lavoratore → Datore / INPS
Detrazione non goduta in busta paga Dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) Contribuente / CAF
Detrazioni per spese (sanitarie, mutuo, istruzione…) Modello 730 o Redditi PF Contribuente / CAF

Se hai dubbi sulla correttezza delle detrazioni applicate nel tuo cedolino, o vuoi verificare se hai diritto ad altre agevolazioni fiscali, i nostri operatori verificano gratuitamente la Certificazione Unica e ti assistono nella compilazione del 730 presso uno dei nostri sportelli CAF.

Detrazioni per spese nel modello 730: cosa si può portare in detrazione

Le detrazioni per lavoro dipendente dell’art. 13 TUIR riguardano la categoria reddituale. Accanto a queste, nel 730 il lavoratore dipendente può portare in detrazione una serie di spese personali sostenute nell’anno: le spese sanitarie, detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro; le spese scolastiche (tasse universitarie, scuole private, conservatori), approfondite nella guida alle spese scolastiche detrazione 730 2026; gli interessi passivi sul mutuo prima casa, dettagliati nella guida alle detrazioni mutuo 730 2026; le spese per ristrutturazione edilizia e il bonus mobili, illustrati nelle guide al bonus ristrutturazioni 730 2026 e al bonus mobili 2026; le spese veterinarie, con i dettagli nella guida alle spese veterinarie 730 2026.

A partire dal 2026, per i redditi superiori a 75.000 euro queste detrazioni al 19% sono soggette al nuovo tetto di spesa basato sul reddito e sul numero di figli, introdotto dalla L. 199/2025.

Trattamento integrativo (ex bonus Renzi): quando spetta nel 2026

Il trattamento integrativo — noto anche come ex bonus Renzi — è una somma aggiuntiva, distinta dalla detrazione base, che può spettare ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 28.000 euro (D.L. 3/2020, conv. L. 21/2020).

Per i redditi fino a 15.000 euro spetta nella misura di 1.200 euro annui, a condizione che l’imposta lorda risulti superiore alla detrazione per lavoro dipendente spettante. Per i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, spetta solo se la somma delle detrazioni qualificate (familiari a carico, lavoro dipendente, interessi mutuo, spese sanitarie, ristrutturazioni) supera l’imposta lorda: in questo caso l’importo è pari alla differenza, fino a un massimo di 1.200 euro. Non spetta ai pensionati, ai lavoratori autonomi e ai titolari di partita IVA in regime forfettario.

FAQ — detrazioni lavoro dipendente 2026

Domande frequenti sulle detrazioni lavoro dipendente 2026

Le detrazioni per lavoro dipendente 2026 sono cambiate rispetto al 2025?
No. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la struttura introdotta dal D.Lgs. 216/2023: la detrazione massima resta a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro e le formule per le fasce superiori restano invariate. La riduzione dell’aliquota IRPEF sul secondo scaglione (dal 35% al 33%) non modifica il calcolo delle detrazioni.

Devo fare una domanda per ricevere le detrazioni in busta paga?
No, la detrazione base e’ applicata automaticamente dal datore di lavoro. Le detrazioni per familiari a carico richiedono invece una dichiarazione specifica del lavoratore al proprio datore.

Cosa succede se ho avuto due lavori nello stesso anno?
Se entrambi i datori hanno applicato la detrazione per intero, a fine anno emerge un conguaglio a debito. La presentazione del 730 e’ obbligatoria per ricalcolare la posizione sul reddito complessivo effettivo.

Posso recuperare le detrazioni non applicate in busta paga?
Si’, tramite il modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 (rigo RN7, colonna 1). Il rimborso arriva in busta paga a luglio o agosto, oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate se il 730 e’ senza sostituto d’imposta.

Le detrazioni spettano anche con il contratto part-time?
Si’, il part-time non riduce i giorni utili per la detrazione. L’importo si riduce solo se il contratto non copre l’intero anno solare.

Come verifico che la detrazione in busta paga sia corretta?
Controlla la voce “detrazioni lavoro dipendente” nel cedolino: l’importo mensile deve corrispondere alla detrazione annua divisa per 12. In caso di discrepanze superiori a 20 euro mensili, rivolgiti all’ufficio paghe o a un CAF.

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