Iperammortamento 2026: domande GSE e regole fiscali

Fisco e Tributi - 12 Giu 2026

L’Iperammortamento 2026 parte operativamente con l’apertura delle comunicazioni sul portale GSE. Il decreto direttoriale MIMIT del 10 giugno 2026 ha fissato l’avvio dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, approvando modelli e istruzioni per accedere alla nuova maggiorazione fiscale. La misura riguarda investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e investimenti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili. Il beneficio non è un credito d’imposta, ma una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto, con aliquote del 180%, 100% e 50% in base alla fascia di investimento. In questa guida CAF vediamo chi può accedere, come presentare la domanda e quali documenti servono.

Iperammortamento 2026: che cos’è la nuova agevolazione

L’Iperammortamento 2026 è una misura fiscale rivolta alle imprese che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati. Il meccanismo consente di aumentare il costo fiscalmente riconosciuto del bene ai fini della deduzione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing.

In pratica, l’impresa non riceve un contributo diretto sul conto corrente e non utilizza un codice tributo in F24 come avviene per molti crediti d’imposta. Invece, maggiora il costo del bene e ottiene un vantaggio fiscale attraverso la deduzione nel periodo di ammortamento.

La disciplina nasce dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199, cioè la Legge di Bilancio 2026, e trova attuazione nel decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026. Il decreto definisce le modalità attuative della maggiorazione per gli investimenti in beni nuovi indicati negli allegati IV e V alla Legge n. 199/2025 e per gli investimenti collegati all’autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili.

Il periodo agevolato è ampio: rientrano gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Tuttavia, per accedere al beneficio non basta acquistare un bene tecnologico. L’impresa deve inviare le comunicazioni al GSE, ottenere esito positivo, conservare perizie e certificazioni e rispettare le scadenze previste.

Per questo motivo l’agevolazione richiede una gestione fiscale e documentale ordinata. Un errore nella comunicazione, nella perizia o nella tracciabilità dei costi può compromettere il beneficio o generare recuperi successivi.

Importi e maggiorazioni fiscali previste

Il valore dell’Iperammortamento 2026 cambia in base all’importo degli investimenti. La maggiorazione non opera con una sola aliquota, ma con tre fasce progressive. Di conseguenza, l’impresa deve calcolare il beneficio distinguendo le quote di investimento entro ciascun limite.

Il decreto attuativo prevede una maggiorazione del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, e del 50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Fascia di investimento Maggiorazione Effetto fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro 180% Maggiorazione più elevata sul costo fiscalmente riconosciuto.
Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni 100% Agevolazione intermedia sulla quota eccedente.
Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni 50% Agevolazione ridotta sulla quota più alta.

La maggiorazione rileva ai fini delle imposte sui redditi a partire dal periodo d’imposta in cui l’impresa trasmette al GSE la comunicazione di completamento. Inoltre, il bene deve essere entrato in funzione nello stesso periodo d’imposta e l’impresa deve ricevere l’esito positivo delle verifiche del GSE.

Questo passaggio è essenziale: il beneficio non si perfeziona solo con l’investimento. Serve completare la procedura e dimostrare la spettanza della maggiorazione con la documentazione tecnica e contabile richiesta.

Iperammortamento 2026: beni ammessi e investimenti agevolabili

L’Iperammortamento 2026 riguarda due grandi categorie di investimenti. La prima comprende beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. In questa area rientrano macchinari, impianti, sistemi automatizzati, tecnologie interconnesse e beni indicati negli allegati IV e V della Legge n. 199/2025.

La seconda categoria riguarda investimenti in beni materiali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e all’autoconsumo. In questo caso il bene deve collegarsi alla struttura produttiva dell’impresa e rispettare le condizioni tecniche previste dal decreto.

Il portale MIMIT dedicato al Piano Transizione 5.0 e all’Iperammortamento 2026 conferma che la misura sostiene investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

In particolare, il decreto attuativo collega l’agevolazione alla struttura produttiva. Questo significa che l’impresa deve identificare correttamente il sito produttivo, i beni collegati, la data prevista di interconnessione o entrata in funzione e gli elementi tecnici necessari a dimostrare la coerenza dell’investimento.

Per evitare errori, l’azienda dovrebbe verificare fin dall’inizio se il bene rispetta i requisiti tecnici. Inoltre, deve programmare con attenzione perizia, certificazione contabile e comunicazioni GSE, perché la procedura non si esaurisce con la semplice emissione della fattura.

Novità 2026: domande dal 12 giugno sul portale GSE

La novità più importante è l’apertura della piattaforma. Il decreto direttoriale del 10 giugno 2026, pubblicato dal MIMIT, stabilisce che le comunicazioni di accesso possono essere presentate dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026.

Le domande devono passare esclusivamente dal sistema telematico disponibile nell’Area Clienti del GSE. L’accesso avviene tramite identità digitale, con SPID o CIE, utilizzando modelli, allegati e istruzioni resi disponibili sulla piattaforma.

Fase Termine o condizione Cosa deve fare l’impresa
Comunicazione preventiva Dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026 Prenotare la maggiorazione sul portale GSE.
Comunicazione di conferma Entro 60 giorni dall’esito positivo GSE Indicare pagamento di almeno il 20% del costo di ciascun bene.
Comunicazione di completamento In ogni caso entro il 15 novembre 2028 Trasmettere completamento, interconnessione e documenti richiesti.
Monitoraggio annuale 20 gennaio e 30 giugno di ogni anno Inviare comunicazioni periodiche e piano di ammortamento.

La procedura è quindi articolata e progressiva. Prima l’impresa prenota il beneficio; poi conferma l’investimento con pagamento dell’acconto; infine comunica il completamento e attende le verifiche. Pertanto, conviene preparare documenti e cronoprogramma prima di accedere alla piattaforma.

Come presentare domanda per Iperammortamento 2026

La domanda per l’Iperammortamento 2026 si presenta online tramite l’Area Clienti del GSE. Prima di iniziare, l’impresa deve controllare accessi digitali, dati aziendali, documentazione sugli investimenti e coerenza dei beni con gli allegati normativi.

Procedura pratica per imprese e consulenti

  1. Accedere all’Area Clienti GSE con SPID o CIE.
  2. Selezionare la sezione dedicata all’Iperammortamento 2026 o al Nuovo Piano Transizione 5.0.
  3. Compilare la comunicazione preventiva con dati dell’impresa, struttura produttiva e investimenti programmati.
  4. Indicare tipologia e ammontare dei beni, data prevista di interconnessione o entrata in funzione.
  5. Attendere l’esito positivo della verifica formale del GSE.
  6. Entro 60 giorni, inviare la comunicazione di conferma con pagamento di almeno il 20% del costo di ciascun bene.
  7. Al completamento, trasmettere la comunicazione finale con perizia tecnica e certificazione contabile.
  8. Conservare fatture, contratti, pagamenti, perizie, certificazioni, ricevute GSE e piano di ammortamento.

Il decreto prevede che la piattaforma rilasci una ricevuta di avvenuto invio. Successivamente, il GSE verifica il corretto caricamento dei dati e la completezza delle informazioni. In caso di carenze, può richiedere integrazioni documentali.

Per questo motivo l’impresa dovrebbe evitare invii frettolosi. Una comunicazione incompleta può rallentare la pratica o impedire il perfezionamento della procedura. Inoltre, i dati della comunicazione di conferma non possono riguardare beni diversi o importi superiori rispetto a quelli indicati nella comunicazione preventiva.

Documenti, perizia tecnica e certificazione contabile

Uno degli aspetti più delicati dell’Iperammortamento 2026 riguarda la prova documentale. L’impresa deve dimostrare che i beni possiedono le caratteristiche tecniche richieste, che risultano interconnessi e che i costi sono stati effettivamente sostenuti.

Il decreto prevede una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi, oppure un’attestazione rilasciata da un ente di certificazione accreditato. Per il settore agricolo, in specifici casi, la perizia può arrivare anche da dottori agronomi o forestali, agrotecnici laureati o periti agrari laureati.

Serve anche una certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza alla documentazione contabile dell’impresa. Per le imprese non obbligate alla revisione legale, la certificazione deve arrivare da un revisore legale o da una società di revisione iscritta nell’apposito registro.

Di conseguenza, la pratica non riguarda solo l’area tecnica. Coinvolge anche amministrazione, contabilità, consulente fiscale, revisore e professionista incaricato della perizia. Per evitare contestazioni, conviene creare un fascicolo unico con ordine, contratto, fatture, pagamenti, documentazione tecnica, perizia, certificazione contabile e ricevute GSE.

Iperammortamento 2026 e assistenza CAF per imprese

L’Iperammortamento 2026 si collega a più temi fiscali: agevolazioni per imprese, calcolo delle imposte sui redditi, piano di ammortamento, documenti contabili e gestione di eventuali controlli. Per un quadro generale sulle novità degli incentivi, puoi leggere anche Codice degli incentivi 2026: cosa cambia per imprese e autonomi.

Inoltre, anche se questa misura non funziona come un credito d’imposta compensabile in F24, molte imprese devono coordinare più agevolazioni fiscali. Per questo può essere utile consultare la guida Modello F24 2026: nuove regole sulle compensazioni.

Infine, chi opera nel Mezzogiorno o valuta investimenti in aree agevolate deve prestare attenzione al cumulo con altri strumenti. Su CAF Informa è disponibile anche l’approfondimento Credito imposta aggiuntivo ZES Unica 2025: compensazione. Se emergono errori dichiarativi o fiscali, può essere utile leggere anche Ravvedimento operoso 2026: calcolo sanzioni e F24.

FAQ — Iperammortamento 2026

Iperammortamento 2026: domande, requisiti e documenti

Da quando si possono presentare le domande per l’Iperammortamento 2026?
Le comunicazioni possono essere presentate dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026. L’invio avviene tramite il sistema telematico disponibile nell’Area Clienti del GSE, usando i modelli e le istruzioni operative pubblicate.

L’Iperammortamento 2026 è un credito d’imposta?
No. La misura consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni, rilevante per le quote di ammortamento o per i canoni di leasing. Non funziona come un credito da compensare direttamente in F24.

Quali sono le percentuali dell’Iperammortamento 2026?
La maggiorazione è del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la quota oltre 2,5 e fino a 10 milioni, e del 50% per la quota oltre 10 e fino a 20 milioni.

Quali investimenti rientrano nell’agevolazione?
Rientrano beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e beni per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili, se rispettano le condizioni tecniche e documentali previste.

Serve la perizia tecnica?
Sì. Le caratteristiche tecniche dei beni e l’interconnessione devono essere comprovate da perizia tecnica asseverata o attestazione rilasciata da soggetto abilitato. Inoltre, serve certificazione contabile sulle spese sostenute.

Cosa succede se l’impresa non invia le comunicazioni nei termini?
Il mancato invio delle comunicazioni o delle integrazioni nei termini e con le modalità previste impedisce il perfezionamento della procedura. In pratica, l’impresa rischia di non poter fruire della maggiorazione fiscale.

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