Regime forfettario 2026: guida completa a requisiti, calcolo e scadenze

Fisco e Tributi - 23 Giu 2026

Pubblicato il 23/06/2026

Il regime forfettario 2026 è confermato senza stravolgimenti dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) su Normattiva: limite di ricavi a 85.000 euro, flat tax al 15% (o 5% per le nuove attività), soglia per il lavoro dipendente a 35.000 euro. Le istruzioni operative aggiornate sono nella scheda ufficiale sul regime forfettario dell’Agenzia delle Entrate. Se hai una partita IVA individuale o stai valutando di aprirla, questa guida completa ti spiega tutto ciò che devi sapere per il 2026: requisiti, calcolo dell’imposta, coefficienti di redditività, contributi e cause di esclusione.

Regime forfettario 2026: cosa cambia (e cosa resta uguale) rispetto al 2025

Il regime forfettario nel 2026 non presenta novità strutturali rispetto all’anno precedente: restano invariati il limite di 85.000 euro, le aliquote al 5% e al 15%, la soglia di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente e il tetto di 20.000 euro per le spese di personale.

La novità più rilevante confermata per il 2026 riguarda i lavoratori dipendenti e i pensionati con partita IVA. La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 27, L. n. 199/2025) ha prorogato per un ulteriore anno la deroga alla soglia ordinaria di 30.000 euro: è possibile mantenere il forfettario anche se si percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilati fino a 35.000 euro nell’anno precedente. Si tratta di una misura transitoria: salvo ulteriori proroghe legislative, dal 2027 la soglia tornerà al limite ordinario di 30.000 euro.

Requisiti di accesso al regime forfettario 2026

Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, comprese le imprese familiari, nel rispetto dei requisiti previsti dalla Legge n. 190/2014 su Normattiva e successive modifiche.

Requisito Limite / Condizione 2026
Ricavi o compensi nell’anno precedente ≤ 85.000 euro (ragguagliati ad anno)
Spese per lavoro dipendente / collaboratori ≤ 20.000 euro lordi annui
Redditi da lavoro dipendente o assimilati ≤ 35.000 euro nell’anno precedente (deroga transitoria 2026; soglia ordinaria a regime: 30.000 euro)
Residenza fiscale Italia, oppure Paese UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia
Partecipazioni societarie Di norma vietata la partecipazione in S.n.c., S.a.s., associazioni professionali o imprese familiari con attività riconducibili
Fatturazione a ex datore di lavoro Di norma vietato fatturare oltre il 50% del totale a un ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti (salvo eccezioni per contratti misti e professionisti iscritti ad albo — art. 17, L. n. 203/2024)
Controllo di SRL Vietato fatturare a SRL controllate direttamente o indirettamente

Se nel corso del 2026 superi la soglia di 85.000 euro, di norma nel 2027 dovrai adottare il regime ordinario o semplificato. Se hai aperto una nuova attività, il limite va ridotto in proporzione ai mesi di operatività, dividendo 85.000 per 365 e moltiplicando per i giorni di attività effettiva.

Per una verifica approfondita degli scaglioni IRPEF 2026 e delle aliquote ordinarie in caso di fuoriuscita dal regime, consulta la nostra guida dedicata.

Flat tax al 15% e al 5%: come funziona la tassazione nel forfettario 2026

A differenza del regime ordinario — dove il reddito imponibile si calcola sottraendo i costi dai ricavi — nel regime forfettario la base imponibile si determina applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO dell’attività. La formula è: Base Imponibile = Ricavi/Compensi × Coefficiente di Redditività.

Dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori. Al reddito imponibile si applica poi un’unica imposta sostitutiva nella misura del 15%, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionale e comunale e dell’IRAP.

Aliquota agevolata al 5% per le nuove attività

Per le attività che iniziano nel 2026, nei primi cinque anni è prevista la riduzione al 5% dell’aliquota dell’imposta sostitutiva, a condizione che il contribuente non abbia esercitato nei tre anni precedenti attività artistica, professionale o d’impresa; che l’attività non costituisca mera prosecuzione di altra attività svolta come lavoro dipendente o autonomo; e che, se si prosegue un’attività di un altro soggetto, i ricavi del periodo precedente non superino il limite di accesso al regime.

Coefficienti di redditività 2026: la tabella per codice ATECO

Il coefficiente di redditività è la percentuale fissa stabilita dalla legge in base al codice ATECO che determina quanto del fatturato viene considerato reddito imponibile — il resto è considerato forfettariamente come costo.

Settore di attività (codice ATECO) Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10, 11) 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio (45; 46; 47) 40%
Commercio ambulante alimentari e bevande (47.81) 40%
Costruzioni ed attività immobiliari (41-43; 68) 86%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie (da 64 a 75; da 85 a 88) 78%
Attività di costruzione e ristrutturazione edile, artigiani (da 16 a 33) 67%
Alberghi, bar, ristoranti (55, 56) 40%
Attività finanziarie e assicurative (da 64 a 66) 78%
Altre attività (non classificate altrove) 67%

Esempio pratico di calcolo dell’imposta sostitutiva

Un’attività commerciale che realizza ricavi per 55.000 euro e ha un coefficiente di redditività del 40% genera un reddito imponibile di 22.000 euro. Se i contributi INPS versati ammontano a 5.000 euro, il reddito netto sarà di 17.000 euro. Su questo importo si applica l’imposta sostitutiva del 15%, pari a 2.550 euro.

Contributi INPS nel regime forfettario 2026

L’imposta sostitutiva non include i contributi previdenziali, che vanno calcolati e versati separatamente. I professionisti senza cassa previdenziale propria versano i contributi alla Gestione Separata INPS: secondo la Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026, l’aliquota per i liberi professionisti non pensionati e non iscritti ad altra gestione è del 26,07% (25% IVS + 0,72% prestazioni assistenziali + 0,35% ISCRO). Per chi è già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria, l’aliquota è ridotta al 24%.

Chi svolge attività d’impresa (artigiani, commercianti) versa alla Gestione Artigiani o Commercianti con contributi fissi annuali e una percentuale sul reddito eccedente il minimale. I forfettari possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi, previa comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno.

Per approfondire le scadenze per la dichiarazione dei redditi delle partite IVA consulta la guida al Modello Redditi PF 2026.

Cause di esclusione e fuoriuscita dal regime forfettario 2026

Se nel corso del 2026 superi la soglia di 85.000 euro ma resti sotto i 100.000 euro, rimani in forfettario per tutto il 2026 e passi al regime ordinario dal 2027. Se invece superi i 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata dall’operazione che ha causato il superamento — da quel momento occorre addebitare l’IVA in fattura e applicare le regole ordinarie.

Sono cause di esclusione anche l’utilizzo di regimi speciali IVA (agricoltura, editoria); la non residenza fiscale in Italia senza il 75% del reddito prodotto in Italia per i residenti UE/SEE; la partecipazione a società di persone o SRL in trasparenza con attività riconducibili; il controllo diretto o indiretto di una SRL cui si fattura; la prevalenza oltre il 50% di fatturato verso un ex datore di lavoro nei primi due anni, salvo le eccezioni introdotte dall’art. 17 della L. n. 203/2024.

Regime forfettario 2026 e fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024 i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio in formato XML per tutte le cessioni verso soggetti residenti o stabiliti in Italia. Il codice RegimeFiscale da indicare è RF19, con codice natura N2.2. I forfettari non sono soggetti a ritenuta d’acconto in relazione ai ricavi o compensi percepiti: devono rilasciare apposita dichiarazione al sostituto.

Vantaggi e svantaggi del regime forfettario 2026: quando conviene davvero

Il regime forfettario offre esonero dall’IRPEF a scaglioni e dalle addizionali, imposta sostitutiva al 15% o 5%, esonero dall’IVA in fattura, nessuna liquidazione periodica IVA e nessuna ritenuta d’acconto per i professionisti. Il limite principale è che non è possibile detrarre nessuna spesa personale — chi ha un mutuo sulla prima casa, spese mediche elevate o figli a carico deve confrontare attentamente il vantaggio dell’aliquota ridotta con la perdita delle detrazioni sul mutuo 2026 e delle detrazioni per figli a carico 2026.

Per valutare la convenienza della cedolare secca 2026 per i redditi da locazione consulta la guida completa. Trova lo sportello CAF più vicino per un’analisi personalizzata.

Come accedere al regime forfettario 2026

Il passaggio al regime forfettario avviene di norma dall’anno successivo, comunicando la scelta nella dichiarazione dei redditi. Chi apre una nuova partita IVA adotta il regime come regime naturale fin dall’apertura, indicandolo nel modello AA9/12. Per la dichiarazione dei redditi, il Modello Redditi PF va presentato entro il 2 novembre 2026 compilando il quadro LM dedicato al regime forfettario. In caso di versamento tardivo dell’imposta sostitutiva consulta la guida al ravvedimento operoso 2026.

Regime forfettario 2026 e detrazioni fiscali: cosa si perde

Nel regime forfettario, poiché non si paga IRPEF ma un’imposta sostitutiva, non è possibile fruire delle detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi sul mutuo, figli a carico), salvo che il contribuente abbia anche redditi da lavoro dipendente su cui applicarle. Chi ha un mutuo sulla prima casa o figli a carico deve valutare attentamente questo aspetto prima di scegliere o confermare il regime.

FAQ — regime forfettario 2026

Domande frequenti su requisiti, calcolo e adempimenti del regime forfettario 2026

Il limite di 85.000 euro e’ confermato nel 2026?
Si’. La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, L. n. 199/2025) conferma il tetto dei ricavi a 85.000 euro per accedere e rimanere nel regime forfettario.

Un lavoratore dipendente puo’ aprire partita IVA forfettaria nel 2026?
Si’, se il reddito da lavoro dipendente o da pensione percepito nel 2025 non supera 35.000 euro lordi. Si tratta di una deroga transitoria (art. 1, comma 27, L. n. 199/2025): la soglia ordinaria a regime e’ di 30.000 euro.

Cosa succede se supero i 100.000 euro di ricavi nel 2026?
La fuoriuscita dal regime e’ immediata dall’operazione che determina il superamento: da quel momento occorre addebitare l’IVA in fattura e applicare le regole ordinarie gia’ nel corso del 2026.

Nel regime forfettario si paga l’IRAP nel 2026?
No. Il regime forfettario e’ esente da IRAP. Si paga solo l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attivita’) piu’ i contributi previdenziali.

I forfettari devono emettere fattura elettronica nel 2026?
Si’. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI), con codice RF19 e natura N2.2. E’ possibile usare il portale gratuito “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

I contributi previdenziali sono deducibili nel regime forfettario?
Si’. I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito imponibile forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. L’eventuale eccedenza e’ deducibile dal reddito complessivo.