Figli a carico 2026: detrazioni IRPEF, importi e novità
Detrazioni FIscali - 31 Lug 2026
Pubblicato il 31 luglio 2026
ℹ️ In breve: nel 730/2026 la detrazione per figli a carico spetta, in generale, dai 21 anni e fino a prima dei 30. Dopo i 30 anni continua soltanto per i figli con disabilità. Il limite di reddito è di 4.000 euro fino a 24 anni e di 2.840,51 euro dai 25 anni.
Le regole sui figli a carico 2026 sono cambiate rispetto al passato e richiedono attenzione soprattutto nella compilazione del modello 730. La dichiarazione presentata nel 2026 riguarda infatti i redditi e la situazione familiare del 2025: per quell’anno la detrazione IRPEF prevista dall’articolo 12 del TUIR spetta ai figli che hanno compiuto 21 anni ma non ancora 30, oppure ai figli di almeno 30 anni con disabilità riconosciuta. I figli under 21 restano collegati all’Assegno unico, ma devono comunque essere indicati nel prospetto dei familiari quando sono fiscalmente a carico e servono per detrarre le spese sostenute nel loro interesse.
Figli a carico 2026: quali regole si applicano nel 730
Il primo punto da chiarire riguarda l’anno di riferimento. Il modello 730/2026 non fotografa ciò che accade nel corso del 2026, ma serve a dichiarare:
- i redditi percepiti nel 2025;
- le spese sostenute nel 2025;
- i familiari che sono stati fiscalmente a carico nel 2025;
- i mesi e le percentuali di detrazione riferiti al 2025.
Una nascita, un nuovo lavoro del figlio o il compimento dei 21 anni avvenuti nel 2026 avranno quindi effetto sulla dichiarazione che verrà presentata nel 2027.
Le istruzioni operative sono disponibili nella pagina dell’Agenzia delle Entrate dedicata ai familiari nel 730/2026, che conferma anche i limiti reddituali e l’obbligo di indicare nel prospetto alcuni figli per i quali non spetta la detrazione dell’articolo 12.
Chi dà diritto alla detrazione per figli a carico
Dal periodo d’imposta 2025, in seguito alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, la detrazione prevista dall’articolo 12 del TUIR spetta per:
- figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni;
- figli di almeno 30 anni con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992.
Rientrano nella disciplina anche i figli riconosciuti nati fuori dal matrimonio, i figli adottivi, affidati o affiliati e i figli conviventi del coniuge deceduto.
La novità più importante è quindi il limite dei 30 anni. In precedenza la detrazione poteva proseguire senza un limite massimo di età, purché il figlio rispettasse il requisito reddituale. Dal 2025, invece, un figlio che ha già compiuto 30 anni non genera più la detrazione per carichi di famiglia, salvo che abbia una disabilità riconosciuta.
| Età del figlio | Detrazione art. 12 | Regola applicabile |
|---|---|---|
| Meno di 21 anni | Non spetta | Opera l’Assegno unico; il figlio va comunque indicato per le altre detrazioni |
| Da 21 a 29 anni | Spetta | Serve rispettare il limite di reddito |
| 30 anni o più senza disabilità | Non spetta | Possibili altre detrazioni per spese, se il figlio è fiscalmente a carico |
| 30 anni o più con disabilità | Spetta senza limite massimo di età | Cumulabile con l’Assegno unico, se spettante |
Limite di reddito dei figli a carico nel 2026
L’età stabilisce quale soglia di reddito deve essere rispettata per considerare il figlio fiscalmente a carico.
I limiti applicabili nel 730/2026 sono:
- 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni;
- 2.840,51 euro per i figli di almeno 25 anni.
Il reddito deve essere verificato sull’intero anno. Non conta soltanto il numero di mesi lavorati e non è sufficiente avere un contratto part-time o occasionale: bisogna sommare tutti i redditi rilevanti percepiti dal figlio nel 2025.
La soglia si considera al lordo degli oneri deducibili. Nel calcolo devono essere incluse anche alcune somme che non concorrono ordinariamente al reddito imponibile ma che la normativa considera ai fini del carico fiscale.
| Età del figlio | Reddito massimo | Detrazione per figlio |
|---|---|---|
| Fino a 20 anni | 4.000 euro fino a 24 anni | No, ma il dato può servire per altre detrazioni |
| Da 21 a 24 anni | 4.000 euro | Sì |
| Da 25 a 29 anni | 2.840,51 euro | Sì |
| 30 anni o più con disabilità | 2.840,51 euro | Sì |
| 30 anni o più senza disabilità | 2.840,51 euro per eventuali altre agevolazioni | No per l’articolo 12 |
Attenzione: se il reddito del figlio supera la soglia anche di un solo euro, il requisito fiscale viene meno per l’intero anno. Le detrazioni eventualmente già riconosciute in busta paga possono essere recuperate nel conguaglio o nella dichiarazione.
Quanto spetta per un figlio a carico
La detrazione teorica è pari a 950 euro all’anno per ciascun figlio che rispetta i requisiti.
Non significa però che il contribuente riceverà automaticamente 950 euro. La detrazione effettiva dipende da:
- reddito complessivo del genitore;
- numero dei figli che danno diritto alla detrazione;
- mesi di spettanza;
- percentuale attribuita a ciascun genitore;
- capienza dell’IRPEF lorda.
Per un solo figlio, la formula generale è:
950 × (95.000 − reddito complessivo) ÷ 95.000
Quando il reddito raggiunge o supera 95.000 euro, la detrazione si azzera.
In presenza di più figli che danno diritto alla detrazione, il limite di 95.000 euro viene aumentato di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo.
Esempio di calcolo della detrazione
Un genitore ha un reddito complessivo di 35.000 euro e un figlio di 23 anni fiscalmente a carico per tutto il 2025.
La detrazione si calcola così:
950 × (95.000 − 35.000) ÷ 95.000 = 600 euro
Se la detrazione viene attribuita al 100% a quel genitore, il valore teorico spettante è di 600 euro. Se viene divisa al 50% tra i genitori, ciascuno applica la propria quota secondo il proprio reddito e la propria capienza fiscale.
| Reddito del genitore | Detrazione risultante |
|---|---|
| 20.000 euro | 750 euro |
| 35.000 euro | 600 euro |
| 50.000 euro | 450 euro |
| 80.000 euro | 150 euro |
| 95.000 euro o più | Nessuna detrazione |
Figli con disabilità: detrazione e Assegno unico
Per i figli con disabilità non è prevista una detrazione fiscale teorica superiore ai 950 euro. Le vecchie maggiorazioni collegate alla disabilità sono state sostituite dall’Assegno unico.
La tutela specifica consiste nel fatto che la detrazione può continuare anche dopo il compimento dei 30 anni, purché:
- la disabilità sia accertata ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992;
- il reddito del figlio non superi 2.840,51 euro;
- siano rispettati gli altri requisiti fiscali.
Per i figli con disabilità di almeno 21 anni, la detrazione fiscale è cumulabile con l’Assegno unico e universale riconosciuto dall’INPS, che non prevede un limite massimo di età per i figli con disabilità.
Per gli importi e le date di pagamento del mese puoi consultare anche la guida CAF Informa sull’Assegno unico di agosto 2026.
Perché i figli under 21 vanno comunque indicati nel 730
Per i figli che non hanno ancora compiuto 21 anni non spetta la detrazione per carichi di famiglia dell’articolo 12, perché il sostegno principale è stato trasferito sull’Assegno unico.
Ciò non significa che possano essere eliminati dal prospetto del 730.
Se rispettano il limite reddituale, i figli under 21 devono essere indicati per permettere al genitore di utilizzare:
- detrazioni per spese sanitarie;
- detrazioni per istruzione, università e attività sportive;
- deduzioni e agevolazioni collegate alle spese sostenute per il figlio;
- agevolazioni regionali sulle addizionali;
- il coefficiente familiare applicabile al nuovo tetto di alcune spese detraibili.
Per conoscere importi e documenti richiesti puoi leggere la guida alle spese scolastiche detraibili nel 730/2026.
Cosa succede quando il figlio compie 21 o 30 anni
Quando durante l’anno cambia la condizione anagrafica del figlio, il prospetto deve riportare correttamente i mesi ai quali si applicano le diverse regole.
Se il figlio compie 21 anni durante il 2025, per una parte dell’anno rientra nel sistema dell’Assegno unico e per la parte successiva può dare diritto alla detrazione IRPEF, sempre che il reddito annuale resti entro la soglia prevista.
Se invece compie 30 anni durante il 2025:
- la detrazione può spettare fino al periodo precedente al raggiungimento del limite anagrafico;
- dopo il compimento dei 30 anni può continuare soltanto in presenza di disabilità accertata.
Le istruzioni dell’Agenzia precisano che, quando la situazione del familiare cambia durante l’anno, occorre utilizzare righe distinte nel prospetto per rappresentare correttamente ciascun periodo.
Come si divide la detrazione tra i genitori
Per i genitori non legalmente ed effettivamente separati, la regola ordinaria prevede la ripartizione della detrazione al 50% ciascuno.
Con un accordo, la detrazione può essere attribuita interamente al genitore che possiede il reddito complessivo più elevato. Questa possibilità è utile quando il genitore con il reddito più basso non ha un’IRPEF sufficiente per utilizzare tutta la propria quota.
Non è invece possibile decidere liberamente di assegnare il 100% della detrazione al genitore con reddito inferiore.
In caso di separazione o divorzio:
- in assenza di accordo, la detrazione spetta al genitore affidatario;
- in caso di affidamento congiunto o condiviso, viene divisa al 50%;
- un accordo tra i genitori può disciplinare una distribuzione diversa nei limiti previsti dalla legge.
Come indicare i figli a carico nel 730/2026
Nel prospetto “Familiari a carico” occorre controllare, per ogni figlio:
- codice fiscale;
- relazione di parentela;
- numero dei mesi a carico;
- percentuale spettante al genitore;
- eventuale disabilità;
- mesi nei quali il figlio ha avuto meno di 21 anni;
- presenza dei requisiti per le altre detrazioni.
I dati possono essere già presenti nella dichiarazione precompilata perché acquisiti dalle Certificazioni uniche, dalle dichiarazioni precedenti e dalle informazioni trasmesse all’Agenzia. Questo non significa che siano sempre aggiornati.
Bisogna controllare soprattutto:
- figli che hanno iniziato a lavorare;
- figli che hanno compiuto 21, 25 o 30 anni;
- variazioni nell’affidamento;
- percentuale utilizzata dai due genitori;
- riconoscimento o revisione della disabilità.
Un dato errato non blocca automaticamente il rimborso, ma può produrre un’imposta calcolata in modo scorretto o una successiva richiesta di documentazione. I controlli preventivi scattano secondo criteri specifici, spiegati nella guida al rimborso 730 bloccato nel 2026.
Se il modello è già stato trasmesso, il rimedio dipende dal tipo di errore e dal risultato della correzione. La guida al 730 integrativo 2026 spiega quando utilizzare il tipo 1, 2 o 3 e quali termini rispettare.
Figli a carico e tetto alle spese detraibili
Dal 2025, i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro sono soggetti a un limite complessivo per determinate spese detraibili, disciplinato dall’articolo 16-ter del TUIR.
La detrazione per figli a carico non viene direttamente ridotta da questo tetto. Il numero dei figli fiscalmente a carico incide però sul coefficiente familiare usato per determinare il limite delle altre spese.
Il coefficiente diventa più favorevole in presenza di più figli a carico e raggiunge il valore massimo quando è presente almeno un figlio con disabilità.
Il calcolo è spiegato nell’approfondimento CAF Informa sul tetto alle detrazioni per i redditi superiori a 75.000 euro.
Figlio fiscalmente a carico e nucleo ISEE non sono la stessa cosa
Lo status di figlio fiscalmente a carico e l’appartenenza al nucleo ISEE seguono regole differenti.
Il carico fiscale dipende principalmente:
- dal reddito annuale del figlio;
- dalla sua età;
- dalla presenza di un’eventuale disabilità.
Il nucleo ISEE dipende invece dalla residenza anagrafica, dalla situazione familiare e dalle disposizioni del DPCM 159/2013.
Di conseguenza, un figlio può:
- essere fiscalmente a carico ma appartenere a un nucleo ISEE diverso;
- far parte del nucleo ISEE dei genitori ma non essere fiscalmente a carico;
- avere una residenza diversa e continuare, in alcuni casi, a essere attratto nel nucleo dei genitori.
Quando la situazione lavorativa o reddituale è cambiata recentemente, può essere utile verificare anche i requisiti dell’ISEE corrente 2026.
Esempio pratico: figlio di 24 anni che lavora per alcuni mesi
Luca ha 24 anni e nel 2025 ha lavorato con un contratto a tempo determinato da giugno a settembre, percependo un reddito complessivo di 3.700 euro.
Il limite applicabile è di 4.000 euro, perché Luca non ha ancora superato i 24 anni. Può quindi essere considerato fiscalmente a carico per l’intero anno, nonostante abbia lavorato per quattro mesi.
Se il reddito fosse stato di 4.050 euro, avrebbe invece superato la soglia e perso lo status di figlio fiscalmente a carico per tutto il 2025.
La durata del contratto non è quindi decisiva: conta il reddito complessivo annuale.
Figli a carico 2026: checklist prima di inviare il 730
- Ricorda che il 730/2026 riguarda il periodo d’imposta 2025.
- Controlla l’età raggiunta dal figlio durante il 2025.
- Verifica se il limite applicabile è di 4.000 o 2.840,51 euro.
- Somma tutti i redditi rilevanti percepiti dal figlio.
- Distingui i figli under 21 dai figli tra 21 e 29 anni.
- Per i figli di almeno 30 anni, verifica la presenza della disabilità riconosciuta.
- Controlla il numero dei mesi indicati nel prospetto.
- Verifica se la percentuale tra i genitori è 50% o 100%.
- Indica anche i figli senza detrazione dell’articolo 12 quando servono per detrarre le spese.
- Conserva le Certificazioni uniche e gli altri documenti relativi ai redditi del figlio.
Dove chiedere assistenza
La compilazione diventa più delicata quando il figlio:
- ha più Certificazioni uniche;
- ha lavorato soltanto per alcuni mesi;
- ha compiuto 21, 25 o 30 anni durante l’anno;
- risiede all’estero;
- ha una disabilità;
- è affidato a genitori separati;
- appartiene a un nucleo ISEE diverso.
Gli sportelli CAF possono verificare i redditi percepiti, i mesi spettanti, la percentuale tra i genitori e la corretta compilazione del prospetto prima dell’invio della dichiarazione.
FAQ — Figli a carico 2026
Domande frequenti su reddito, età e modello 730
Quali figli danno diritto alla detrazione nel 730/2026?
La detrazione spetta per i figli che nel 2025 avevano almeno 21 anni ma non ancora 30. Dopo i 30 anni spetta soltanto per i figli con disabilità accertata, se rispettano il limite di reddito.
Qual è il reddito massimo per essere considerati figli a carico?
Il limite è di 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni e di 2.840,51 euro per quelli di almeno 25 anni.
Quanto vale la detrazione per un figlio a carico?
L’importo teorico è di 950 euro annui. La detrazione effettiva diminuisce all’aumentare del reddito del genitore e viene rapportata ai mesi e alla percentuale spettante.
Un figlio che lavora part-time può restare a carico?
Sì, se il reddito complessivo annuale non supera la soglia prevista. Il tipo di contratto e il numero di mesi lavorati non sostituiscono il controllo del reddito.
Cosa succede se il reddito supera il limite di un euro?
Il figlio perde lo status di fiscalmente a carico per l’intero anno. Le detrazioni già riconosciute possono essere recuperate in sede di conguaglio o dichiarazione.
I figli con disabilità hanno una detrazione più alta?
No. L’importo teorico resta pari a 950 euro. La tutela consiste nella possibilità di ottenere la detrazione anche dopo i 30 anni e di cumularla, dai 21 anni, con l’Assegno unico.
I figli under 21 vanno inseriti nel 730?
Sì, se fiscalmente a carico. Anche se non danno diritto alla detrazione dell’articolo 12, devono essere indicati per usufruire di altre detrazioni, come quelle sanitarie o scolastiche.
La detrazione deve essere sempre divisa al 50%?
Il 50% è la regola ordinaria. Con un accordo può essere attribuita interamente al genitore con il reddito complessivo più elevato.
Il 730/2026 considera i cambiamenti avvenuti nel 2026?
No. Il 730/2026 riguarda redditi, spese e situazione familiare del 2025. Le variazioni avvenute nel 2026 saranno considerate nella dichiarazione del 2027.