Versamenti forfettari e ISA entro il 20 agosto 2026: saldo e acconto

Fisco - 5 Ago 2026

Pubblicato il 05/08/2026

ℹ️ In breve: forfettari, soggetti ISA e contribuenti assimilati che non hanno versato entro il 20 luglio possono pagare saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 20 agosto, applicando lo 0,80% alle somme dovute. La finestra non si estende a tutte le partite IVA.

⚠️ Scadenza: giovedì 20 agosto 2026 termina il differimento speciale. Dopo questa data la maggiorazione dello 0,80% non basta più e occorre valutare il ravvedimento operoso.

I versamenti di forfettari e soggetti ISA possono essere effettuati entro il 20 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,80%. La regola vigente è contenuta nell’articolo 1-sexies del decreto-legge 63/2026, convertito dalla legge 113/2026: riguarda i versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali che erano ordinariamente dovuti il 30 giugno.

L’Agenzia delle Entrate indica il 20 agosto come termine per pagare, in unica soluzione o come prima rata, saldo 2025 e primo acconto 2026 maggiorati dello 0,80%. Per un contribuente forfettario, quindi, il rinvio interessa soprattutto l’imposta sostitutiva; per i soggetti ISA può coinvolgere IRPEF o IRES, IRAP e altri importi collegati alla dichiarazione.

Il punto decisivo è che lo 0,80% non è la vecchia maggiorazione ordinaria dello 0,40%. Chi rientra nella proroga speciale non può scegliere il 30 luglio con lo 0,40%: dopo il termine senza maggiorazione del 20 luglio opera la percentuale raddoppiata. Chi è rimasto fuori dalla platea, invece, non ottiene una nuova scadenza al 20 agosto e deve verificare l’eventuale tardività del versamento.

Chi rientra nella scadenza del 20 agosto 2026

La proroga non segue il semplice possesso di una partita IVA. La norma parte dalle attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e richiede il rispetto del limite di ricavi o compensi fissato dal decreto relativo all’indice applicabile. Estende poi il beneficio ad alcune categorie che, pur non applicando materialmente gli ISA, sono espressamente richiamate.

Versamenti al 20 agosto 2026: platea e condizioni
Categoria Rientra? Condizione principale
Soggetti che applicano gli ISA Sì Attività con ISA approvato e ricavi o compensi entro il limite previsto
Soggetti con causa di esclusione ISA Sì L’attività deve comunque rientrare nel perimetro richiamato dalla norma
Contribuenti forfettari Sì Applicazione del regime forfettario previsto dalla legge 190/2014
Contribuenti nel regime di vantaggio Sì Permanenza nel regime dei cosiddetti minimi
Soci e partecipanti in trasparenza Può spettare La società, associazione o impresa partecipata deve possedere i requisiti
Altri contribuenti non ISA No Restavano i termini ordinari del 30 giugno o del 30 luglio con lo 0,40%

La verifica della platea viene prima del calcolo. Un contribuente escluso non può utilizzare il 20 agosto come se fosse una proroga generale. Il differimento è facoltativo e la legge precisa che non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. Per il quadro precedente puoi consultare l’articolo sulla proroga al 20 luglio per forfettari e ISA, mentre il calendario complessivo è riepilogato nelle scadenze fiscali di agosto 2026.

Quali somme entrano nel saldo e nel primo acconto

Il differimento riguarda le somme risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA che avevano il termine ordinario del 30 giugno 2026. Non sposta il secondo o unico acconto di novembre e non trasforma in prorogabili adempimenti con un calendario autonomo. Anche le rate già iniziate prima del 20 luglio seguono il proprio piano e non devono essere confuse con chi sceglie il 20 agosto come primo pagamento.

Forfettari: imposta sostitutiva e codici F24

Per il regime forfettario il nucleo del versamento è formato dal saldo dell’imposta sostitutiva relativo al 2025 e dall’eventuale primo acconto 2026. Nello scadenzario dell’Agenzia compaiono il codice tributo 1792 per il saldo e il 1790 per il primo acconto. Eventuali altri debiti o crediti presenti nel modello richiedono un controllo separato: la guida al modello F24 aiuta a distinguere sezioni, codici e modalità telematiche.

Soggetti ISA: imposte diverse, stessa finestra temporale

Per imprese e professionisti soggetti agli ISA il pagamento può comprendere IRPEF o IRES, addizionali, IRAP e, quando ricorrono le condizioni, il saldo IVA versato insieme alle imposte sui redditi. La composizione concreta cambia secondo il modello dichiarativo e la forma giuridica. Per questo non è corretto applicare lo 0,80% a un totale ricostruito in modo approssimativo: bisogna partire dagli importi effettivamente esposti e verificare quali rientrano nel differimento.

Come si calcola la maggiorazione dello 0,80%

La percentuale si applica alle somme che si sceglie di versare nella finestra successiva al 20 luglio. Non è una sanzione per ritardo, ma un interesse corrispettivo previsto dalla norma. Il calcolo di base è semplice: importo dovuto moltiplicato per 0,008. Se il pagamento comprende saldo e primo acconto, entrambi concorrono alla base.

Esempio ipotetico. Luca, professionista in regime forfettario, deve versare 2.400 euro di saldo 2025 e 1.200 euro di primo acconto 2026. Non utilizza crediti in compensazione e paga tutto il 20 agosto.

3.600 € × 0,80% = 28,80 € di maggiorazione
Totale da versare nell’esempio: 3.628,80 €

Con la vecchia percentuale dello 0,40%, sullo stesso debito la maggiorazione sarebbe stata di 14,40 euro. Nel 2026 il costo del differimento è quindi superiore di altri 14,40 euro. L’esempio non comprende contributi, crediti fiscali, compensazioni o interessi sulle rate successive.

Perché il termine è il 20 agosto e non il 19

L’articolo 1-sexies consente il pagamento entro il trentesimo giorno successivo al 20 luglio: il conteggio conduce al 19 agosto. Quel giorno, però, ricade nel periodo in cui i versamenti e gli adempimenti fiscali in scadenza dal 1° al 20 agosto possono essere effettuati entro il 20 agosto. Il chiarimento della Camera di Commercio di Caserta conferma lo slittamento di un giorno senza un’ulteriore maggiorazione.

Questa combinazione di norme spiega anche perché non esiste una fascia intermedia allo 0,40% per i contribuenti prorogati. La disciplina 2026 deroga espressamente alla regola ordinaria: chi non ha pagato entro il 20 luglio applica lo 0,80%, anche se versa prima del 20 agosto. Per chi non rientrava nella proroga, invece, il differimento ordinario terminava il 30 luglio con lo 0,40%.

Rateazione e F24: l’errore da evitare

Il 20 agosto può essere utilizzato come termine per il pagamento in unica soluzione oppure come data della prima rata. L’errore più comune è dividere prima il debito e applicare lo 0,80% soltanto alla prima quota. La maggiorazione va determinata sulle somme oggetto del differimento; soltanto dopo si costruisce l’eventuale piano, sul quale possono maturare gli interessi di rateazione previsti per le scadenze successive.

Per i titolari di partita IVA il modello F24 deve essere presentato con modalità telematiche. Il canale utilizzabile cambia se ci sono compensazioni o un saldo pari a zero, tema approfondito anche nell’articolo sulle regole 2026 delle compensazioni nel modello F24. Prima dell’invio controlla anno di riferimento, codice tributo, importo a debito e ricevuta: una delega predisposta correttamente ma trasmessa dopo il termine resta tardiva.

Se il pagamento avviene dopo il 20 agosto, la sola aggiunta dello 0,80% non regolarizza l’omissione. Occorre valutare il ravvedimento operoso 2026, calcolando sanzione ridotta e interessi in base ai giorni trascorsi. Quando sono presenti più imposte o una rateazione già avviata, il conteggio va eseguito voce per voce.

Più tempo, ma con una maggiorazione raddoppiata

Il differimento senza maggiorazione fino al 20 luglio ha concesso più tempo a contribuenti e intermediari per completare dichiarazioni e calcoli. Il costo della seconda finestra ha però suscitato una critica documentata: Confprofessioni ha giudicato apprezzabile la proroga, ma ha chiesto di riportare la maggiorazione allo 0,40%, contestando il raddoppio allo 0,80%.

Il limite pratico è evidente soprattutto quando saldo e acconto producono un debito elevato: la proroga evita il pagamento immediato, ma non è gratuita. Se devi ancora predisporre l’F24, verifica prima la tua appartenenza alla platea, poi separa saldo, primo acconto ed eventuali altri importi e applica la maggiorazione corretta. Per un controllo della posizione puoi rivolgerti agli sportelli CAF.

FAQ — Versamenti forfettari e ISA del 20 agosto 2026

Domande frequenti su saldo, acconto, maggiorazione e F24

Chi deve effettuare i versamenti entro il 20 agosto 2026?
Possono usare il termine i soggetti ISA entro i limiti previsti, chi presenta cause di esclusione dagli ISA, i contribuenti forfettari o nel regime di vantaggio e i partecipanti a soggetti trasparenti che possiedono i requisiti.

La maggiorazione dello 0,80% è una sanzione?
No. La norma la qualifica come interesse corrispettivo per il differimento del pagamento. Le sanzioni entrano in gioco se il versamento viene effettuato oltre il termine senza una regolarizzazione corretta.

Un soggetto prorogato poteva pagare entro il 30 luglio con lo 0,40%?
No. Per la platea interessata dalla proroga 2026 la disciplina speciale sostituisce il differimento ordinario: dopo il 20 luglio si applica lo 0,80%, non lo 0,40%.

Lo 0,80% si calcola soltanto sul saldo 2025?
No. Si applica alle somme comprese nel differimento, quindi anche al primo acconto 2026 e agli altri importi risultanti dalla dichiarazione che rientrano nella norma.

È possibile rateizzare partendo dal 20 agosto?
Sì. Il 20 agosto può essere la data della prima rata, ma la maggiorazione dello 0,80% va applicata prima di costruire il piano; sulle rate successive possono aggiungersi gli interessi di rateazione.

Quali codici tributo usa un contribuente forfettario?
Per l’imposta sostitutiva, i codici normalmente utilizzati sono 1792 per il saldo e 1790 per il primo acconto. Il modello F24 va comunque verificato sulla posizione concreta e sugli eventuali crediti utilizzati.

Cosa succede se si paga dopo il 20 agosto 2026?
La finestra speciale si chiude. La sola maggiorazione dello 0,80% non basta più: occorre valutare il ravvedimento operoso con sanzione ridotta e interessi, calcolati in base alla data effettiva del pagamento.

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Fisco

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📅 FORFETTARI E ISA: VERSAMENTI ENTRO IL 20 AGOSTO

Chi rientra nella proroga 2026 e non ha pagato entro il 20 luglio può versare saldo 2025 e primo acconto 2026 entro giovedì 20 agosto. Il rinvio, però, richiede una maggiorazione dello 0,80% sulle somme dovute.

✅ La scadenza riguarda soggetti ISA entro i limiti previsti, contribuenti con cause di esclusione, forfettari, minimi e alcuni soci o partecipanti in trasparenza.
✅ Lo 0,80% si applica sia al saldo sia al primo acconto compresi nel differimento.
✅ Non si può scegliere il 30 luglio con lo 0,40% se si rientra nella proroga speciale.
✅ Il 20 agosto può essere il pagamento unico oppure la prima rata.
✅ Dopo il 20 agosto occorre valutare il ravvedimento operoso.

Esempio: su 3.600 euro complessivi tra saldo e primo acconto, la maggiorazione è di 28,80 euro. Il totale dell’esempio diventa 3.628,80 euro, prima di eventuali interessi sulle rate successive.

⚠️ Il termine non vale per tutte le partite IVA: chi era fuori dalla platea seguiva il calendario ordinario e deve controllare separatamente un eventuale ritardo.

💡 Prima di inviare l’F24, verifica platea, codici tributo, anno di riferimento e importi.

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Versamenti forfettari e ISA entro il 20 agosto 2026: saldo e acconto

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